Dopo oltre 50 anni dal termine del conflitto, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi insignì la città della Medaglia d'oro al Merito Civile[228]: Conclusi gli eventi bellici, lo scenario materiale economico e sociale della città era disastroso: le attività economiche erano ridotte al minimo, la città quasi completamente in macerie ed erano in migliaia i “senza tetto”; inoltre le vie di comunicazione con il resto del Paese erano per lo più accidentate e difficilmente percorribili. Probabilmente il primo insediamento avvenne nella zona collinare: dei recenti scavi sul Colle del Telegrafo nell’area a nord della città, sono stati riportati alla luce reperti risalenti a circa seimila anni fa. Si ebbe così un ripopolamento della riva destra del fiume, ma anche lo sviluppo della riva sinistra, già allora nota come Castellammare, dove i D'Avalos misero a cultura nuove terre e strinsero rapporti di lavoro con numerosi nuovi coloni. Visuale della struttura dell’ex carcere borbonico. Nell'anno 1140, dopo diversi decenni di penetrazione e consolidamento della presenza normanna in regione, Pescara fu definitivamente conquistata insieme al resto dell'Abruzzo dal re normanno Ruggero II, venendo annessa al nascente Regno di Sicilia, e ne seguirà le sorti per i successivi settecento anni. In quell'anno, con la costruzione di un nuovo fabbricato, prese il nome di stazione di Castellammare Adriatico, che mantenne fino al 1927) e dal ridente e scanzonato aspetto e tenore di vita delle cittadine[184], diventate nel frattempo famose colonie balneari[185]. Un primo concreto atto in favore della unificazione dei due comuni si verificò nell'inverno del 1918: il 30 novembre i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al governo Orlando di decretare la fusione dei comuni; l'unico risultato ottenuto in quell'anno fu però solamente un accordo di gestione congiunta del servizio di tram a cavallo[192], sarà infatti destinata a non concretizzarsi la proposta castellammarese dell'anno seguente di un ospedale consorziale, con la cittadina della sponda settentrionale che, in mancanza di riscontri pescaresi, provvide da sé all'istituzione di un primo luogo di ricovero[193]. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Pescara Colli, Piano di ricostruzione di Pescara di Luigi Piccinato (1946 - 1955), Documenti della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, Le celebrazioni a Pescara in onore di Gabriele D'Annunzio alla sua morte (1938), D'Avalos § Marchesi_di_Pescara_(1403-1862), Società per le Strade ferrate meridionali, censimento generale dell'industria e del commercio, settima gara del mondiale di Formula 1 del 1957, università degli Studi "Gabriele d'Annunzio", Bullettino delle leggi del Regno di Napoli, 1806, Bullettino delle leggi del Regno di Napoli, 1811. Grimoaldo, respinti i Franchi, accorse dal nord con il suo esercito di circa trentamila uomini con cui sconfisse i Romani e impedì all'imperatore Costante II la sicura conquista di tutto il ducato. Le bombe che caddero lì vicino provocarono tra i seicento e i novecento morti nel raggio di poche centinaia di metri. easy, you simply Klick Storia della filosofia antica: 1 novel transfer attach on this sheet or even you could transported to the gratis enlistment form after the free registration you will be able to download the book in 4 format. Il villaggio ai tempi dei primi contatti con i Romani venne chiamato da questi Vicus Aterni[19] e successivamente, prendendo il nome dell'omonimo fiume (all'epoca noto come Aternus)[18], Aternum; in epoca imperiale si usava indicare Pescara anche con il nome di Ostia Aterni[11] (così riportata sulla Tabula Peutingeriana), proprio per via del ruolo di centro nevralgico delle vie di comunicazione. Inoltre la città, bombardata per tre mesi e mezzo, subì la morte di molti suoi cittadini, per un numero che varia dai duemila ai novemila. Per prevenire altri attacchi il Ministero della Guerra fece allora approntare un campo di aviazione lungo la Via Tiburtina provvisto di due aerei da combattimento. Ma queste amministrazioni non suscitarono molto gradimento soprattutto a causa di dissennate azioni urbanistiche, fra le quali la demolizione del glorioso Teatro Pomponi, sacrificato per consentire l’allestimento di un parcheggio. Una serie di indagini del 1993, nel periodo in cui la politica italiana era scossa dalle inchieste dette Mani pulite, portò all'arresto e alla condanna per vari reati relativi alla corruzione nella gestione di appalti pubblici di numerosi esponenti regionali e comunali[253], come l'arresto del sindaco Giuseppe Ciccantelli (DC) e dei vertici locali della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano in aprile per irregolarità nell'assegnazione dell'appalto del servizio di smaltimento rifiuti[254]. Il risultato concreto della politica di Muzii fu la costruzione di un nuovo acquedotto, di strade nuove, la creazione delle prime linee di illuminazione pubblica. Con lo stesso intento operava l'allora deputato abruzzese Giacomo Acerbo. A completamento dell'opera, nel 1935 furono collocate sul ponte anche quattro grandi statue muliebri in bronzo, allegorie delle quattro fonti principali a cui l'Abruzzo attinge per le sue attività, cioè il Monte, il Mare, il Fiume e il fertile Piano, realizzate dallo scultore abruzzese Nicola D’Antino[205]. Storia 1liceo-grecia 1. [91]. Nel 1059 la pieve dei santi Legonziano e Domiziano[96], insieme con una porzione della città di Aterno con il suo porto, risultano possedimenti della diocesi di Chieti, che come si legge in una bolla di conferma dei privilegi vescovili inviata dal papa Niccolò II al nuovo vescovo chietino Attone[98], confermava il diritto a una porzione dei proventi del porto, diritto già donato alla diocesi teatina nel 1045 dal conte normanno Roberto I di Loritello. Inoltre, venne colpita una fabbrica di vernice, da cui si sprigionò una nube tossica che rese l'aria irrespirabile in alcune zone della città. La crescente importanza del porto di Pescara a scapito di quello di San Vito chietino, tradizionale scalo della fiera di Lanciano, dirottò gli interessi della corte a Pescara, consentendo ai Lercaro e agli Spinola di estrarre olio dal porto pescarese[118]. 20-mar-2017 - Esplora la bacheca "STORIA" di Rosamaria Trusso, seguita da 119 persone su Pinterest. Importante evento per lo sviluppo della città è stata la realizzazione della nuova Stazione di Pescara Centrale inaugurata nel 1988. L'8 settembre 1798 Ferdinando IV lanciò in battaglia l'esercito abruzzese, e Pronio partecipò alle operazioni con un suo contingente, combattendo il 5 gennaio 1799 sul ponte san Panfilo a Sulmona, per poi tentare di arrestare il più possibile l'avanzata nemica verso Venafro con scaramucce e imboscate nell'Altopiano delle Cinquemiglia. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l’autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D’Annunzio. Questa nuova costruzione si inserì in un quadro di generale rinnovamento delle infrastrutture della città, come il ponte e il porto, sia per porre rimedio alla scarsa manutenzione nel periodo della crisi del III secolo[47], sia per l'importanza che l'insediamento si trovò ad assumere all'inizio del IV secolo, quando l'imperatore Diocleziano scelse di costruire il suo palazzo a Salona, nella zona che in seguito diventerà la città di Spalato[1][48]. Altri frammenti di un bassorilievo raffigurante la dea egizia sono emersi nei pressi del porto canale, sulla sponda nord[43]. Pedro Alvarez de Toledo, viceré di Napoli per Filippo II di Spagna, diede ulteriore impulso al piano voluto da Carlo V, e si dedicò ad accrescere le difese marittime e terrestri del regno e della cittadina attraverso la realizzazione del sistema difensivo delle torri costiere, e proseguendo i lavori della grande fortezza pescarese, parte di esso[3]. Volume primo. La propensione al turismo balneare si consolidò[185] e nel 1905 gli alberghi di Castellammare Adriatico ospitavano circa quattromila turisti[188]. La storia di Pescara è poco conosciuta ed alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell’oscurità. Nelle elezioni del 2014 tornò al governo la coalizione di centro-sinistra guidata dal sindaco Marco Alessandrini (PD)[284], mentre nelle elezioni del 2019 è stato eletto il sindaco Carlo Masci (FI), a capo di una coalizione di centro-destra[285]. Una documento del 1530, conservato nell'archivio generale di Simancas, parla di Pescara come un villaggio semi abbandonato, descrivendo l'ormai compiuto collasso dell'abitato medievale, in cui restavano attive solo le strutture strettamente correlate ai traffici commerciali del porto[121]: Nonostante la discreta rilevanza dell'insediamento, Aternum non raggiunse mai lo status di municipium[23], difatti non sono stati rinvenuti resti archeologici tipici dei centri romani maggiori come anfiteatri, terme e teatri. I loro territori furono intensamente colonizzati, soprattutto nell'epoca di Silla, e a partire da allora la romanizzazione della regione, e di conseguenza anche di Aternum, si avviò rapidamente a compimento come attesta la rapida scomparsa delle lingue dei popoli italici dalle fonti scritte, sostituite dal latino[35]. Risale alla prima età imperiale la costruzione del ponte sul fiume, localizzato tra il vecchio ponte ferroviario e il ponte D'Annunzio, che subì un profondo restauro nel II secolo[44]. Alla fine del 2008, l’allora sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso fu inquisito a seguito delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica della città, con accuse di abuso di ufficio, corruzione e peculato. I Longobardi giunsero in Abruzzo tra il 580 e il 591[57][58], e furono Aternum, Ortona e Histonium i centri che resistettero più a lungo agli invasori: i Bizantini avevano infatti predisposto un articolato sistema di difesa, con presidi sulla costa ubicati presso le foci dei fiumi o nelle insenature naturali; questi avevano, inoltre, occupato antiche ville rurali (villae) e stationes (villaggi sorti presso le stazioni cambio dei cavalli, che erano diventati degli snodi commerciali) facendone dei campi trincerati. Negli anni seguenti le due amministrazioni collaborarono per perorare la causa della fusione: ma decisivo fu l’impegno di Gabriele d’Annunzio che il 16 maggio del 1924 scrisse a Mussolini una lettera nella quale chiedeva la fusione delle due città e la elevazione a capoluogo di provincia. Alla nuova provincia vennero assegnati tutti i comuni del circondario di Penne meno i comuni del mandamento di Bisenti, rimasti nella provincia teramana, mentre dalla provincia teatina arrivarono, scorporati dal circondario di Chieti, tutti i comuni del versante settentrionale della Majella, oltre a Pescara stessa; dalla provincia dell'Aquila passarono a quella pescarese i comuni di Popoli e Bussi sul Tirino, formando così la quarta provincia abruzzese, la più piccola della regione e tra le meno estese d'Italia, con 1.230,33 km² e quarantasei comuni amministrati. Agli albori del XX secolo, la popolazione dei due comuni che componevano l’attuale Pescara(ovvero quella ante 1807) ammontava a circa 8.923 abitanti (censimento del 1903). Dopo 110 anni di divisione, il 2 gennaio del 1927, venne finalmente firmato il decreto di istituzione della provincia di Pescara e seguiva l’elenco dei Comuni da amministrare, tra i quali quello di Castellammare[2]. Con la stabilizzazione del potere politico, comincia un nuovo e fiorente periodo della storia della città, soprattutto per la sua posizione strategica. Questi, malgrado la sorveglianza della polizia fascista riuscì a raggruppare attorno a sé un piccolo gruppo di discepoli, tra cui il tregliese Mario Bellisario, che costituirono a loro volta piccoli nuclei antifascisti nei loro paesi d'origine e nella stessa Pescara. Nel 1988 molti componenti della giunta comunale presieduta dal sindaco Nevio Piscione (DC), incluso lo stesso sindaco, vennero giudicati colpevoli e condannati per abuso d'ufficio nell'ambito di assunzioni di dipendenti comunali[252]. Pons geminas urbis lictorius adligat oras: Pescara 1992 - 2010: Fra declino e trasformazione, L'aera metropolitana di Pescara-Chieti: analisi di contesto, Colle del Telegrafo - Intervista a Giovanni Guido, Pescara, dal campo di calcio affiora la città di 2500 anni fa. Le amministrazioni degli ultimi anni hanno cercato di assecondare questo ruolo, sia dal punto di vista urbanistico, cercando di costruire le infrastrutture di mobilità opportune, sia dal punto di vista della pianificazione dei servizi che vengono offerti a ridosso dei confini della città – come centri commerciali, cinema, palestre, la motorizzazione civile e, soprattutto, i trasporti pubblici dell’area metropolitana- ma al centro della conurbazione. A causa dell'Alleanza franco-ottomana del 1536, che ebbe come effetto anche quello di riportare i corsari musulmani sulle coste italiane, nel 1566 la fortezza fu oggetto di un assalto portato dalla flotta ottomana di centocinque galee e settemila uomini dell'ammiraglio Piyale Paşa, capitan pascià (Kapudanpaşa) della flotta agli ordini del sultano Solimano il Magnifico[93]. Tra coloro che furono rinchiusi in quello che veniva chiamato il "sepolcro dei vivi" fu anche Clemente De Caesaris, una figura centrale del risorgimento meridionale che, liberato per ordine di Giuseppe Garibaldi dal confino a Bovino, prese possesso nel 1860 della città e della fortezza assumendo il titolo di Prodittatore dell'Abruzzo, consegnando infine la regione al nascente Regno d'Italia[159]. [233] Saggi di storia antica ; 21.Roma: "L'Erma" di Bretschneider, c2003. Nel 1081 papa Gregorio VII e il condottiero normanno Roberto il Guiscardo sancirono tramite l'Accordo di Ceprano la fissazione del nuovo confine tra la Marca fermana e il neocostituito Ducato di Puglia e Calabria sul fiume Tronto, anche se ai Normanni occorreranno altri sessant'anni per portare a compimento la conquista della regione ai danni dei Longobardi (l'Abruzzo infatti, pur essendo stato conquistato dai Franchi carolingi nel 774 e inserito nella marca fermana intorno all'anno 1000, non venne colonizzato da quest'ultimi, ma conservava invece per lo più intatta la struttura gerarchica e sociale longobarda, che semplicemente si sottomise ai nuovi padroni del territorio). Intorno all’anno 1000, il fiume Aternum viene chiamato Piscarius e il borgo cambia il suo nome e diviene Piscaria; il villaggio finiva tra le pertinenze dell’Abbazia di Montecassino. Nella città furono costruiti alcuni importanti edifici pubblici e privati. Documentari nella Storia. 1798 – 1807 In questo sistema avevano un ruolo importante anche i centri urbani di Kastron Terentinon (Castrum Truentinum) alla foce del Tronto, Kastron Nobon (Castrum Novum) nella Valle del Tordino, Aternum nella Val Pescara, Anxanum e Kastron Beneren (Vicus Veneris) nella Val di Sangro e Kastron Reunia, nella valle del Trigno, presso la periferia meridionale di Histonium[59][60]. EDUCATIONAL CHANNEL. È il Gran Nimico un degenere nepote del buon Gargantuasso enorme, sbuffante, tonante, divorante». Published by Sansoni, 1960. Gli interessi del sindaco erano invece rivolti in direzione dei suoi terreni (siti nella zona di via del Milite ignoto), con l'evidente intento di valorizzare le aree di sua proprietà, e quindi spinse per modificare il piano di ampliamento con l'obiettivo di incanalare verso nord le direttrici dello sviluppo, e non verso Pescara come appariva più naturale nell'ottica di un inevitabile avvicinamento delle due cittadine. «StoriaDoc» è un marchio di “La Storia In Rete srl”, una società di produzione indipendente che vanta una lunga esperienza nel settore degli audiovisivi culturali. I primi abitanti del villaggio sulle rive del fiume vennero identificati dalle fonti storiche di origine pelasgica[18]; attraversarono il mare Adriatico partendo dalle coste dalmate e fondarono un primo empòrion[19], ma furono i Vestini i primi italici a comprendere l'importanza strategica della posizione dell'agglomerato[11]: sono state rinvenute tracce di attività portuale già dal V secolo a.C.[11], riferibili agli scambi dell'abitato del colle del Telegrafo, che sopravviverà fino alla piena età medievale[12], mentre è dal I secolo a.C.[2] che si insediarono stabilmente nell'area di Pescara Vecchia[20], dove allestirono un efficiente porto[21], usato anche dai Marrucini e dai Peligni[16][22]. Durante l'amministrazione Mascia, nel gennaio 2010, verrà inaugurata la nuova stazione di Pescara Porta Nuova[4][283]. Nel 1814 Pescara divenne obiettivo dei moti carbonari abruzzesi del 1814 contro Gioacchino Murat, re di Napoli[156][157]. Fu duramente provata dalle Invasioni barbariche, dalla sanguinosa Guerra gotica e infine dall'Invasione longobarda: nel 538 la città, presidiata dagli Ostrogoti comandati da un certo Tremone, fu conquistata dal magister militum romeo Iohannes[50] su ordine dello strategos autokrator Belisario che, dopo aspri combattimenti, occupò l'oppidum[51][52], poco tempo dopo il primo assedio di Roma durante il tentativo di restaurazione dell'impero dell'imperatore Giustiniano I. I Bizantini, acquartieratisi a Crecchio e Ortona potenziarono le difese e le infrastrutture portuali abruzzesi, incluse quelle di Aternum[48][53], che venne cinta da mura spesse 3,03 metri, o 10 piedi romani, circondando ciò che restava dell'abitato nella zona compresa tra via Conte di Ruvo, piazza Unione, la golena sud e via Orazio[54][55]. Un altro insediamento, citato tra i possedimenti dell'abbazia di Montecassino, fu la Curtis de Gozzano, localizzata nella zona pianeggiante del quartiere Zanni e in relazione con l'abitato del Colle del Telegrafo.[97]. Fu Ruggero stesso a far eseguire diverse opere in città, tra le quali la ricostruzione delle mura bizantine[84], ormai in più punti trasformate in abitazioni[102] e il restauro e potenziamento del porto[79], e a ricordo di questi lavori fu posta una lapide ancora leggibile nel XVI secolo e andata poi perduta, “Rogerius Dei Gratia Rex Fecit"[103]. In un primo momento i Bizantini riuscirono a fermare i Longobardi lungo il confine naturale costituito dal fiume Tronto, potendo contare sul campo fortificato di Castrum Truentinum e su altri centri fortificati posti nell'interno, come Castrum Aprutentium (l'odierna Teramo, un tempo Municipium noto come Interamnia Praetuttiorum, ma a quell'epoca ridotto a semplice castrum)[62][63], Campli e Ancarano. Storia della colonizzazione di Roma antica by Pais, Ettore, 1856-1939. In particolare la ricostruzione industriale fu rapida grazie al contributo dell'imprenditoria locale, che finanziò la ricostruzione in attesa dei contributi statali, e già negli anni 1950 le maggiori attività furono ripristinate[230]. La cappella sarà però ufficialmente consacrata, e contestualmente ampliata nelle sue forme odierne, solo nel 1757[133]. Nel 1503, in seguito agli eventi della Guerra d'Italia del 1499-1504, gli Spagnoli conquistarono il Regno di Napoli, ponendovi a capo dei viceré di loro fiducia e occupando tutti i posti di comando; sempre in quel periodo, nel 1509, Vittoria Colonna acquisisce il titolo di marchesa di Pescara, sposando Fernando Francesco d'Avalos, che nel 1525, alla guida di millecinquecento archibugieri italo-spagnoli, sarà uno dei protagonisti della vittoriosa Battaglia di Pavia combattuta contro i Francesi guidati dal re Francesco I di Francia in persona, imprigionato in seguito agli scontri[119].