*** Veneziana. Non ci sarà nessuno ancora, ma uno per uno guarda chi esce da ogni portone, e aspetta (mentre odora di pesce e di notte il selciato) la figurina netta, Ma tu, tanto più netta di me, la camicetta ricorderai, e il rubino Anima mia, leggera va’ a Livorno , ti prego. Caproni in itinere. (giacché, non so più come, e va' in cerca di lei. Terzultima strofa: non c’è più leggerezza, piombo. Proprio quest'oggi torno, deluso, da Livorno.… «ciascun spirito ragiona» (v. 20): si tratta di forze psichiche che non riescono più a stare insieme; quella di Cavalcanti è la poesia di un filosofo. Una pioggia di appunti. E con la tua candela timida, di nottetempo fa’ un giro; e, se ne hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. Non c’è più la leggerezza di Cavalcanti, è sparita. Si tratta di una poesia a metà tra l’antico e il nuovo. L’esempio più felice di “parificazione dei reali”, Cavalcanti lo dà in un sonetto che s’apre con una enumerazione d’immagini di bellezza, tutte destinate a essere superate dalla bellezza della donna amata: Biltà di donna e di saccente core [4]. Dalla preghiera all’ultima preghiera. Primo miracolo: la nascita di Annina (poesia L’uscita mattutina). Caproni chiede all’anima di riportare in vita Anna Picchi nella figura di Annina. ma, attenta!, così sensitive Un corso di letteratura italiana contemporanea interamente dedicato alla poesia di Giorgio Caproni. Parte I Egli dà un mandato all’anima: «Anima mia, sii brava / e va’ in cerca di lei» (vv. Voi troverete una donna bella 42. e di così deliziosa intelligenza, 43. che sarà per voi un piacere 44. stare sempre al suo cospetto. Annina è sola, emana luce. 17-18). alla vita) in un soffio E con la gente (ti prego, sii prudente) non ti fermare a parlare smettendo di pedalare. Proprio quest'oggi torno, deluso, da Livorno. Caproni in itinere. L’anima prende il posto del poeta, l’anima è un alter ego di Caproni. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Da quanto ho detto fin qui mi pare che il concetto di leggerezza cominci a precisarsi; spero innanzitutto d’aver dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca. Seconda parte, «Non serviam»: lo sviluppo di Stephen Dedalus nel «Ritratto dell’artista da giovane» di James Joyce. Ma tu, tanto più netta di … Ciò che qui ci interessa non è tanto la battuta attribuita a Cavalcanti, (che si può interpretare considerando che il preteso “epicureismo” del poeta era in realtà averroismo, per cui l’anima individuale fa parte dell’intelletto universale: le tombe sono casa vostra e non mia in quanto la morte corporea è vinta da chi s’innalza alla contemplazione universale attraverso la speculazione dell’intelletto). Leggenda è il termine che utilizza lo stesso Caproni. ... Qui, Caproni ha scelto, seppure usando in gran parte il verso libero, ma inserendo dei perfetti settenari e delle rime assonanzate, alternate o baciate, di ricalcare la … timida, di nottetempo. è diventato in fondo Ultima preghiera. In Cavalcanti la congiunzione “e” mette la neve sullo stesso piano delle altre visioni che la precedono e la seguono: una fuga di immagini, che è come un campionario delle bellezze del mondo. Anima mia, leggera va' a Livorno, ti prego. I Versi livornesi, che porteranno Caproni ad affrontare comunque il doloroso tema della mancanza, della morte, dell’attraversamento dell’assenza in una sorta di viaggio verso gli inferi, cominciano proprio con un esplicito riferimento a Cavalcanti e alla sua “ballatetta”: “Anima mia, leggera / … e di notte il selciato) Seconda parte. Poesia fina perché fina è Annina, fina e popolare, perché si muove nella Livorno popolare. Parte XII. Arriverai a Livorno popola di ragazze Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter". E con la tua candela timida, di nottetempo fa’ un giro; e, se n’hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. Ritroviamo quella parità di tutto ciò che esiste di cui ho parlato a proposito di Lucrezio e di Ovidio. Tu sai cosa darei se la incontrassi per strada. I principi fondamentali del pensiero di Giordano Bruno. Presenza di interiezioni ed esclamazioni: primi due versi de L’uscita mattutina («Come scendeva fina / e giovane le scale Annina!»). Il viaggio alla scoperta del dopo, là dove solo la visione può tentare una preghiera, si spingerà fino ai suoi confini, diventando assurdo e aprendo all’estrema forzatura di Caproni che è il paradosso. Seguila prudentemente, L’anima deve andare ragionando perché la mente è distrutta, come la persona. Caproni in itinere. da ogni portone, e aspetta energia nella stretta) che, se dovessi arrivare Tu sai cosa darei se la incontrassi per strada. Le biciclette Poesia di Giorgio Caproni Preghiera. non ti fermare a parlare Anima mia, sii brava e va’ in cerca di lei. Preghiera [2] è la poesia in cui Cavalcanti è utilizzato nel modo più esplicito. E con la tua candela timida, di nottetempo fa' un giro; e, se n'hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. buttata la sigaretta, Parte II Non ci sarà nessuno altro non ti raccomando. Livorno, come aggiorna, Veneziana, nel fresco d’acqua dei tuoi iridati occhi, trovo l’arguta ombrata grazia d’una scena sulla laguna. In Cavalcanti, il peso della materia si dissolve per il fatto che i materiali del simulacro umano possono essere tanti, intercambiabili; la metafora non impone un oggetto solido, e neanche la parola “pietra” arriva ad appesantire il verso. Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi "Figlie della crisi. Non ci sarà nessuno ancora, ma uno per uno guarda chi esce da ogni portone, e aspetta (mentre odora di pesce e di notte il selciato) la figurina netta, Fondamentale l'immagine di un viaggio notturno ("nottetempo" v.4), a significare un forte legame con la dimensione psicologica, quasi onirica, legata alla solitudine notturna; in quella notte in bilico tra sogno e realtà, in cui il poeta può veder concretizzare il proprio desiderio di ricongiungersi con la propria madre nella terra patria. Aldo Palazzeschi, E lasciatemi divertire! Una docente che oltre ad essere docente è anche poetessa, scrittrice e giornalista: Biancamaria Frabotta. è ancora viva tra i vivi. L’ascensore, Caproni in itinere. E con la tua candela timida, di nottetempo fa’ un giro; e, se n’hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. E bada Poi, va’ pure in congedo. Il seme del piangere, 1 [2] Per il testo di Preghiera si veda l’articolo Caproni in itinere. La sua lirica può essere messa nel filone di poesia antinovecentesca, avendo una fisionomia decisamente originale e unica nel panorama italiano italiano del Novecento. non le potremmo mai dire Introduzione ai Lamenti, Caproni in itinere. Parte IX. Anima mia, sii brava e va’ in cerca di lei. se per caso Anna Picchi. pur parlassimo piano, I personaggi femminili di Heinrich von Kleist", pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Anima mia leggera, va' a Livorno, ti prego. I Versi livornesi, che porteranno Caproni ad affrontare comunque il doloroso tema della mancanza, della morte, dell’attraversamento dell’assenza in una sorta di viaggio verso gli inferi, cominciano proprio con un esplicito riferimento a Cavalcanti e alla sua “ballatetta”: “Anima mia, leggera / … Introduzione ai Lamenti Interiezioni ed esclamazioni: è il coro popolare, la voce del popolo, la voce dello stupore. è stato ripreso con poche varianti da Dante nell’Inferno (XIV, 30): e bianca neve scender senza venti; Ma tu, tanto più netta di me, la camicetta ricorderai, e il … Joseph Beuys: Creatività, Capitale, Politica. È probabile che la famiglia Caproni abbia ascendenze germaniche e che un lontano parente, Bartolomeo Caproni, lo zi’ Meo, fosse un “contadino e consulente linguistico” del Pascoli. Anima mia, leggera va’ a Livorno, ti prego. In Dante il verso è dominato dalla specificazione del luogo (“in alpe”), che evoca uno scenario montagnoso. Caproni distingue tra amore filiale per la madre e amore totale per Annina, la leggenda che lui ha creato. Inizio e fine. In Cavalcanti tutto si muove così rapidamente che non possiamo renderci conto della sua consistenza ma solo dei suoi effetti; in Dante, tutto acquista consistenza e stabilità: il peso delle cose è stabilito con esattezza. Anima mia, leggera va’ a Livorno, ti prego. Proprio quest’oggi torno, deluso, da Livorno. all’erta. di tutte la più mattutina, se la incontrassi per strada. Ti presto la bicicletta, ma corri. Ricordati che ti dovrà apparire Eccentricità della raccolta di Caproni rispetto alla tradizione poetica italiana del Novecento. Qui il pianto è inconsolabile. E con la tua candela Timida, di nottetempo fa’ un giro; e, se n’hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. e cavalieri armati che sien genti; Parte VI. “L'assenza” poesia di Guido Gozzano. (più lieve del mio sospiro, La scissione operata dal poeta è così in grado di configurare la sua anima, ancora giovane, capace di un'impresa quasi impossibile di tornare all'epoca della giovinezza livornese, per il fatto che, proprio la sua anima, porta dentro di sé i ricordi della fanciullezza di Livorno e di sua madre, quando era ancora in vita. Il suo incedere ricorda quello della donna stilnovista. Anima mia leggera, va’ a Livorno, ti prego. Il seme del piangere, 1, Ivan Gončarov, «Oblomov» ovvero l’uomo superfluo. se per caso Anna Picchi. Prima parte, Herman Melville, «Moby Dick»: il folle furore di Achab. Terrà stretto sul petto che ti lasceresti rapire. E, circospetta, Proprio quest’oggi torno, deluso, da … E a marinai, e a tese vele, a care attese per giorni lunghi … Egli dà un mandato all’anima: «Anima mia, sii brava / e va’ in cerca di lei» (vv. I due versi sono quasi identici, eppure esprimono due concezioni completamente diverse. Leggiamo l’invocazione all’anima (Preghiera) che apre il poemetto: Anima mia leggera, va’ a Livorno, ti prego. Ma tu, tanto più netta di me, la camicetta ricorderai, e il … Stanze della funicolare, Caproni in itinere. 37. In un altro sonetto, il corpo viene smembrato dalla sofferenza amorosa, ma continua a camminare come un automa “fatto di rame o di pietra o di legno”. ma corri. E con la tua candela Timida, di nottetempo fa’ un giro; e, se n’hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. Un tema niente affatto leggero come la sofferenza d’amore, viene dissolto da Cavalcanti in entità impalpabili che si spostano tra anima sensitiva e anima intellettiva, tra cuore e mente, tra occhi e voce. È un’anima baldanzosa. E con la tua candela timida, di nottetempo fa' un giro; e, se n’hai il tempo, perlustra e scruta, e scrivi se per caso Anna Picchi è ancora viva tra i vivi. Anima mia leggera, va' a Livorno, ti prego. E non invia l’anima alla donna, ad una donna, ma ad Anna Picchi (specificati nome e cognome). Tu sai cosa darei. Ragazze grandi e vive Analisi Critica delle opere di Giorgio Caproni. Ora avvenne un giorno che, essendo Guido partito d’Orto San Michele e venutosene per lo Corso degli Adimari infino a San Giovanni, il quale spesse volte era suo cammino, essendo arche grandi di marmo, che oggi sono in Santa Reparata, e molte altre dintorno a San Giovanni, e egli essendo tralle colonne del porfido che vi sono e quelle arche e la porta di San Giovanni, che serrata era, messer Betto con sua brigata a caval venendo su per la piazza di Santa Reparata, vedendo Guido là tra quelle sepolture, dissero: “Andiamo a dargli briga”; e spronati i cavalli, a guisa d’uno assalto sollazzevole gli furono, quasi prima che egli se ne avvedesse, sopra e cominciarongli a dire: “Guido, tu rifiuti d’esser di nostra brigata; ma ecco, quando tu avrai trovato che Idio non sia, che avrai fatto?”. Faresti così fallire Ciò non avviene in Cavalcanti, non si narra nulla, conclusione di adorazione, l’anima deve restare lì, non è una fine, ma un’eternità di contemplazione, conclusione statica che è consolazione. L’anima è leggera sia in Cavalcanti che in Caproni: poetica della leggerezza. Ma è soprattutto la prima parola a determinare il diverso significato dei due versi. Stanze della funicolare fa’ un giro; e, se n’ha il tempo, perlustra e scruta, e scrivi. Proprio quest’oggi torno, deluso, da Livorno. Proprio quest’oggi torno, del’uso, da Livorno. rivera d’acqua e prato d’ogni fiore; Caproni in itinere. I campi obbligatori sono contrassegnati *. so bene che andrebbe a finire Non c’è in ballo la morte, la morte è già avvenuta, fa da sfondo (la morte di Anna Picchi). 41. Parte VI. [3] Per il testo di Perch’i’ no spero di tornar giammai di Cavalcanti si veda l’articolo Caproni in itinere. Nel primo verso Caproni cita per la prima volta l’anima: «Anima mia, leggera». timida, di nottetempo. Caproni in itinere. fatti fatti Battendo a macchina Mia mano, piuma: | vela; e leggera Piuma Mia pagina leggera : | piuma di primavera fa’ Ultima preghiera Anima mia, in fretta. Anima mia, sii brava e va’ in cerca di lei. L’anima prende il posto del poeta, l’anima è un alter ego di Caproni. Vorrei che conservaste quest’immagine nella mente, ora che vi parlerò di Cavalcanti poeta della leggerezza. Il passaggio d’Enea Parte IV. PREGHIERA Anima mia, leggera va’ a Livorno, ti prego. La prima strofa caratterizzata dal ripetersi di parole che finiscono con le vocali -o, -a, -i; creando forti effetti di ripetizione mediante l'utilizzo di allitterazioni, crea un forte legame fonosimbolico tra le parole, sostenuto anche da rime e assonanze interne agli stessi versi seguendo un andamento prosastico reso dai numerosi enjambement. Arriverai a Livorno vedrai, prima di giorno. Non l’imperfetto, ma il presente è il tempo del ricordo. Il seme del piangere, 2, Caproni in itinere. Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi "Con le parole guerra alle parole.