I Longobardi procedettero quindi a una rioccupazione sistematica di quelli che erano stati i capisaldi della presenza bizantina sul territorio, e divisero la regione abruzzese in sette gastaldati: Marsica, Valva, Amiternum, Forcona, Aprutium, Pinna e Histonium. Forma Urbis, Anno XIX, n.9, september 2014 "l'archeologia Olandese in Italia", 2014. La scelta di dare luogo all'insurrezione proprio a Pescara era dovuta all'intenzione dei rivoltosi sia di conquistare la fortezza, che aveva una grande importanza strategica, sia di conquistare il carcere per poter liberare i tanti patrioti ivi rinchiusi, tuttavia i carbonari ebbero successo solo a Città Sant'Angelo e in altri centri dell'area vestina, e la rivolta venne presto stroncata[157][158]. [91]. Con i Vestini invece l'accordo di foedus fu siglato soltanto due anni dopo, nel 302 a.C.[27], a riprova della loro peculiare ostilità nei confronti di Roma[28], che riemergerà nuovamente nel 213 a.C. durante la Seconda guerra punica: Aternum infatti si rivoltò al controllo romano, e fu quindi conquistata e saccheggiata dal pretore Publio Sempronio Tuditano[29]. 2.5K likes. Nel 1807 Villa Castellammare, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), divenne un comune autonomo aggregato al distretto di Penne nell'Abruzzo Ulteriore separandosi dalla fortezza pescarese, che resterà invece nel distretto di Chieti dell'Abruzzo Citeriore. Nel 1751 iniziarono lavori di restauro dell'ormai fatiscente edificio di Santa Gerusalemme; questi lavori tuttavia vennero presto sospesi, per poi riprendere nel 1789 senza però operare un concreto recupero della struttura[136]. La fortezza, ritenuta all'epoca “Porta degli Abruzzi e chiave del Regno"[17] (motto riportato anche nello stemma comunale), venne restaurata dai Borbone tra il 1820 e il 1840, e nel 1831 fu potenziato al piano terra della caserma di fanteria il carcere simbolo della repressione borbonica, nel quale languirono gli sfortunati compagni di Carlo Pisacane e altri patrioti meridionali, per lo più abruzzesi. Un primo concreto atto in favore della unificazione dei due comuni si verificò nell'inverno del 1918: il 30 novembre i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al governo Orlando di decretare la fusione dei comuni; l'unico risultato ottenuto in quell'anno fu però solamente un accordo di gestione congiunta del servizio di tram a cavallo[192], sarà infatti destinata a non concretizzarsi la proposta castellammarese dell'anno seguente di un ospedale consorziale, con la cittadina della sponda settentrionale che, in mancanza di riscontri pescaresi, provvide da sé all'istituzione di un primo luogo di ricovero[193]. Una delle grandi civiltà nel mondo durante il quarto ed il terzo millennio Avanti Cristo era rappresentata dai Minoici di Creta. Nel 1528 Pescara fu espugnata da Odet de Foix, visconte di Lautrec e maresciallo di Francia. Questo toponimo sostituì il vecchio nome gradualmente prima tra i locali e poi anche negli atti ufficiali e designava un sito particolare: un luogo adatto alla pesca e comunque ricco di pesci, un mercato del pesce o il luogo di esazione dei diritti di pesca Diversi sono i palazzi a uso pubblico costruiti in quel periodo che hanno conservato la loro funzione anche dopo il secondo conflitto mondiale, tra i quali il Palazzo di Città e il Palazzo del Governo e diverse scuole della città come il liceo classico ginnasio Gabriele D'Annunzio[167]. Nel 1453, dopo essere stata per molti anni feudo esclusivo dei d'Aquino, fu infeudata a Innico I d'Avalos in virtù del suo matrimonio con Antonella d'Aquino. Il 14 settembre la città fu violentemente bombardata per una seconda volta, e fu colpita anche Portanuova, dove fu centrato il borgo storico della vecchia fortezza, con la distruzione di tutto il lato meridionale di via dei Bastioni, cancellando per sempre le seicentesche chiese di san Giacomo e del Rosario, e con la distruzione della vecchia porta cittadina cinquecentesca nel Bagno borbonico[224], in seguito ricostruita come ingresso in stile moderno del museo delle genti d'Abruzzo. A completamento dell'opera, nel 1935 furono collocate sul ponte anche quattro grandi statue muliebri in bronzo, allegorie delle quattro fonti principali a cui l'Abruzzo attinge per le sue attività, cioè il Monte, il Mare, il Fiume e il fertile Piano, realizzate dallo scultore abruzzese Nicola D’Antino[205]. Save for Later. Riunificazione cittadina e istituzione della provincia, Secondo dopoguerra ed esplosione demografica. In un documento di Pedro Afán de Ribera duca d'Alcalà del 1560 si cita Pescara con duecento fuochi (circa mille abitanti), principalmente forestieri e con cinquanta famiglie che possedevano case e vigne; la maggior parte degli uomini erano usati come braccianti o forza lavoro per la costruzione del forte, e in una nuova relazione del 1566 di Ferrante Loffredo, marchese di Trevico, la fortezza di Pescara veniva descritta come quasi completata. La relativa legge regionale è stata approvata l'8 agosto 2018, fissando il 1º gennaio 2022 come data di nascita del nuovo comune[296]. Quando l’On.Carlo Mezzanotte, deputato di Chieti, nell’estate del 1908 presentò alla camera una proposta di legge per la fusione dei due comuni di Pescara e Castellamare Adriatico, si levarono forti proteste: tali proteste, però, non furono sollevate per la contrarietà all’idea di fusione quanto perché la proposta prevedeva l’annessione di Castellammare Adriatico nella Provincia di Chieti. In quegli anni venne edificata sui colli castellammaresi la piccola cappella originaria della Madonna dei sette dolori, con il primo battesimo registrato il 26 novembre 1665. Nel censimento del 1936, l'ultima rilevazione precedente il secondo conflitto mondiale, il comune di Pescara (i cui abitanti avevano già superato di numero quelli del suo storico capoluogo di provincia, Chieti, nelle precedenti rilevazioni del 1931) registrava 45 445 abitanti, confermandosi la seconda città abruzzese dopo i 51 160 dell'Aquila, seguita da Teramo con 33 796 abitanti e Chieti con 30 266 abitanti. di Renato Fabietti, Augusto Camera. Col lene mormorio delle sue onde questo fiume ricanta i puri carmi. 3vv Mommsen, Theodor. Nello stesso periodo fu completato e potenziato il porto canale. Bisogna abbattere queste mura e costruire su questo fiume un porto, e Pescara in men di un secolo sarà la più grande città degli Abruzzi e i nostri posteri l'aggiungeranno alle cento città di cui va superba l'Italia!». Nel 1940, rientrato dall’esilio francese vi si stabilì l’ex deputato comunista Ettore Croce. Il progetto non ebbe l'approvazione degli altri comandanti, che rifiutarono lasciare Napoli in balia delle feroci orde del Ruffo, e dall'altro canto speravano dal nemico patti onorati. Claudio 333 832 1822 Questi si accanirono, allora, contro Francavilla, Ortona e Vasto che subirono distruzioni e saccheggi. info@pescaraturismo.it. Per prevenire altri attacchi il Ministero della Guerra fece allora approntare un campo di aviazione lungo la via Tiburtina provvisto di due aerei da combattimento. Un luogo nella storia, Abruzzo: strutture portuali ed assetto del litorale fra età romana ed altomedioevo, Strutture portuali e rotte marittime nell'Adriatico di età romana, Il progetto Valle del Pescara: il territorio fra antichità e alto medioevo (IV Rapporto del Progetto Val Pescara), Abruzzo - rivista dell'istituto di studi abruzzesi, Dizionario di toponomastica. Una comunicazione del Ministero dell’Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). 1807 – LA DIVISIONE DEL BORGO Nel febbraio del 1928 fu unito al comune di Pescara anche il comune di Spoltore, che però riguadagnerà l'autonomia già nel 1947[203][204]. Nella città iniziavano a trovare spazio diverse aree per mercati di tessuti e di generi alimentari. Agli albori del XX secolo, la popolazione dei due comuni che componevano l’attuale Pescara(ovvero quella ante 1807) ammontava a circa 8.923 abitanti (censimento del 1903). Il litorale, i parchi nazionali, i borghi antichi, le abbazie, Pescara e i ricordi dannunziani. Essa comprende i comuni di Pescara, Montesilvano, Francavilla al Mare, Silvi, Città Sant'Angelo, Chieti, Spoltore, Cappelle sul Tavo e San Giovanni Teatino[8], e conta circa 350.000 abitanti, approssimativamente un quarto dell'intera popolazione regionale[286][292]. Pescara divenne una città deserta. In tempi più recenti una coalizione di Progressisti, guidata dall’indipendente di sinistra Mario Collevecchio, batté una lista civica di ispirazione Dc-Psi. Nel 1951 Pescara, ritrovatasi al centro di un poderoso fenomeno di migrazione interna abruzzese (che, seppure attenuatosi nel corso dei decenni, non si è mai arrestato)[6], era diventata in pochi anni il centro maggiore della regione raggiungendo il numero di 65 466 abitanti[231], dilatando l'area urbanizzata e occupando massicciamente lo spazio tra la linea ferroviaria e il mare, sia verso nord che verso sud. Era ufficiale delle artiglierie nel 1787, capitano tenente nel 1789, e capitano comandante nel 1798, dopo aver presieduto alla Real Fabbrica d'Armi di Torre Annunziata. Con la stabilizzazione del potere politico, comincia un nuovo e fiorente periodo della storia della città, soprattutto per la sua posizione strategica. Published by Sansoni, 1960. Il centro storico, a più riprese intaccato da demolizioni e ricostruzioni spesso indiscriminate già a partire dalla seconda metà del XIX secolo, fu segnato negli anni della ricostruzione da interventi molto impattanti, e nonostante la planimetria ne ricalcasse ancora le prime attestazioni cinquecentesche, la maggior parte del costruito era databile tra il XVIII e il XIX secolo, con le nuove costruzioni del dopoguerra che andarono a circondare la zona; nulla si era conservato di precedente a tali epoche.[232]. La conquista longobarda fu portata a termine con una progressiva penetrazione, prima nel teramano a opera dei germani del Ducato di Spoleto, e successivamente nell'aquilano e nel chietino[70], grazie all'avanzata dei Longobardi di Benevento, che aggirarono le difese bizantine della Conca peligna lungo la Tiburtina e penetrarono da Pacentro attraverso Guado San Leonardo, conquistando Caramanico Terme, Roccamorice, Bolognano, Musellaro di Bolognano, San Valentino in Abruzzo Citeriore e tutta la valle dell'Orta, per ricongiungersi infine nella Val Pescara presso Pagus Fabianus con i Longobardi di Spoleto, provenienti dalla via Claudia Nova[66]. Elementi di storia antica 1 Oriente e Grecia. Carlo Mezzanotte, deputato di Chieti, nell'estate del 1908 presentò alla Camera dei deputati una proposta di legge per la fusione dei due comuni di Pescara e Castellamare Adriatico, che seppur rimasta inattuata (la proposta prevedeva, fra le altre cose, l'inserimento di Castellammare nella provincia di Chieti), testimoniava la presenza sempre più ineludibile nel dibattito pubblico della futura unità dei due centri, riavvicinati dalla costruzione del porto canale[189]. Il numero dei morti della sola incursione del 31 agosto, pur non essendo mai stato accertato a causa della precipitosa fuga delle autorità cittadine[218], varia da seicento ai tremila[219]. «Un'antica discordia dura tra Pescara e Castellammare Adriatico, tra i due comuni che il bel fiume divide. Neppure l'arrivo dei profughi da altre città meridionali preoccupò la popolazione e le autorità, convinte che la guerra avrebbe coinvolto solo i centri maggiori del Paese[214]. In meno di vent'anni, dal 1951 al 1971, la città raddoppiò il numero degli abitanti raggiungendo 122 470 residenti[234] con un boom edilizio di grandi proporzioni, anche rispetto ai già alti standard italiani del tempo[229][230]. Con queste speranze partì alla testa di seimila uomini contro il nemico, lasciando la guardia della città ai calabresi. Storia di Siracusa antica (1911) (Reprint) [Leatherbound] by Giuliano, Luigi. STORIA antica Roma 01 dalla leggenda alla storia OH RIRI! Istonio, Anxano, Ortona e altre antiche città scomparse nei secoli bui, Contributo per una ricostruzione del quadro insediativo dall'antichità al medioevo, Dalla valle del Piomba alla valle del basso Pescara, Napoli, Pasquale Turiello e «La rassegna agraria, commerciale, industriale, politica» di Eduardo Capuano (1892-1910), Dalla “Sinagoga di Satana” alla nuova Gerusalemme. Si hanno scarsissime notizie dei secoli successivi in cui l'insediamento, notevolmente spopolato e con tutte le infrastrutture urbane in rovina, visse un periodo di grande decadenza come la maggior parte delle città della regione e come suggerito da alcune evidenze archeologiche che hanno dimostrato un ritorno a capanne e case in legno e argilla cruda[74][84], e l'abbandono di ampie porzioni del centro abitato[85][86]. Alcune testimonianze, ci informano poi dell’esistenza, in Aternum, del culto della dea Iside. Nel 1059 la pieve dei santi Legonziano e Domiziano[96], insieme con una porzione della città di Aterno con il suo porto, risultano possedimenti della diocesi di Chieti, che come si legge in una bolla di conferma dei privilegi vescovili inviata dal papa Niccolò II al nuovo vescovo chietino Attone[98], confermava il diritto a una porzione dei proventi del porto, diritto già donato alla diocesi teatina nel 1045 dal conte normanno Roberto I di Loritello. Vide gli armamenti, salì e si fermò sul bastione "Bandiera", sito nell'area che ospiterà piazza Unione e dal quale si dominava il territorio della città, e rivoltosi all'abate De Marinis che gli stava di fianco esclamò le profetiche parole, poi scolpite sulla torre comunale[163][164]: «Oh, che bel sito per una grande città commerciale! Leopoldo Muzii, i cui giudizi dei contemporanei si alternavano tra un soffocante paternalismo affarista ed un genuino interesse "socialista" per le classi svantaggiate, fu l'artefice della trasformazione di Castellamare da piccolo agglomerato collinare a moderna cittadina costiera, dotata di tutte le infrastrutture che ne consentiranno la crescita esponenziale dei decenni futuri. Successivamente fu incaricato di combattere i francesi a Chieti, Ortona, Vasto e Pescara, sollevando le popolazioni contro gli invasori. Nei decenni le rivalità tra le due sponde del fiume si sopirono, mentre aumentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Questa fu l'ultima azione aerea su Pescara, che venne distrutta al 78%[226]. Castellammare Adriatico e Pescara, che nel 1861 contavano rispettivamente 4.562 e 3.743 abitanti[9], furono inserite la prima nella provincia di Teramo e la seconda in quella di Chieti, rispettando i precedenti confini amministrativi preunitari. Storia di Roma antica (eNewton Il Sapere) (Italian Edition) - Kindle edition by Antonelli, Giuseppe. La storia di Pescara è poco conosciuta e alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell'oscurità. Milano ; Napoli : R. Ricciardi, 1975 Il dominio dei Romani d'oriente in Italia si rivelò però effimero, con l'inizio dell'Invasione longobarda già nell'anno 568. Furono anni molto difficili, caratterizzati da rovine, distruzioni e scorrerie, nel quale le infelici sorti della cittadina furono dettate dal continuo succedersi di nuovi padroni del territorio[106]. Nelle successive elezioni del 2009 venne eletta la coalizione di centro-destra del sindaco Luigi Albore Mascia (PdL)[280]; nello stesso anno la città ospitò i XVI Giochi del Mediterraneo. Subito dopo il primo conflitto mondiale si verificò un evento molto importante in favore della unificazione dei due comuni: il 30 novembre del 1918 i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al Governo di decretare la fusione dei comuni e di adoperarsi affinché la nuova città fosse chiamata “Aterno”. Con lo stesso intento operava l’allora ministro abruzzese Giacomo Acerbo. L’Università era governata da un Camerlengo: tale assetto amministrativo durò per tutto il Settecento. «StoriaDoc» è un marchio di “La Storia In Rete srl”, una società di produzione indipendente che vanta una lunga esperienza nel settore degli audiovisivi culturali. Fu duramente provata dalle Invasioni barbariche, dalla sanguinosa Guerra gotica e infine dall'Invasione longobarda: nel 538 la città, presidiata dagli Ostrogoti comandati da un certo Tremone, fu conquistata dal magister militum romeo Iohannes[50] su ordine dello strategos autokrator Belisario che, dopo aspri combattimenti, occupò l'oppidum[51][52], poco tempo dopo il primo assedio di Roma durante il tentativo di restaurazione dell'impero dell'imperatore Giustiniano I. I Bizantini, acquartieratisi a Crecchio e Ortona potenziarono le difese e le infrastrutture portuali abruzzesi, incluse quelle di Aternum[48][53], che venne cinta da mura spesse 3,03 metri, o 10 piedi romani, circondando ciò che restava dell'abitato nella zona compresa tra via Conte di Ruvo, piazza Unione, la golena sud e via Orazio[54][55]. Tale confine sarà destinato ad avere una lunga vita, perdurando da quasi mille anni e separando le Marche dall'Abruzzo. Visualizza altre idee su Storia, Attività di storia, Storia antica. S’erge pegno gratissimo d’amore del magnanimo Duce al Popol nostro, :é fausto auspicio di concordia ai cuori. E-mail: In seguito all'annuncio della firma dell'armistizio di Cassibile dell'8 settembre di quell'anno, in città come nel resto del Paese si diffuse la convinzione che la guerra fosse finita, lasciando la popolazione completamente impreparata per quello che sarebbe successo nei mesi seguenti, con gli sfollati che cominciarono a rientrare in città. D'Alfonso sarà poi assolto, insieme a tutti gli altri imputati, per non aver commesso il fatto nel febbraio 2013[279]. Negli anni seguenti le due amministrazioni collaborarono per perorare la causa della fusione: ma decisivo fu l’impegno di Gabriele d’Annunzio che il 16 maggio del 1924 scrisse a Mussolini una lettera nella quale chiedeva la fusione delle due città e la elevazione a capoluogo di provincia. Sul versante settentrionale della montagna, gli invasori consolidarono le loro posizioni su entrambe le rive del fiume Pescara. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell’8 agosto 1806 “sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno”, con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco. Non di meno, le origini della città sono antiche e legate alla posizione geograficamente favorevole come raccordo delle vie di comunicazione tra l' antica Roma e l'area dell' Adriatico. Probabilmente risalirebbe a quest’epoca anche la realizzazione del "Castellum ad mare" i cui resti sono stati rinvenuti sul colle del Telegrafo, luogo peraltro abitato già dal tremila avanti Cristo. La tradizione automobilistica di Pescara, storicamente rappresentata dalla Coppa Acerbo, ebbe modo di concretizzarsi ulteriormente quando la corsa 1000 miglia inserì la città adriatica nel suo itinerario dall'edizione del 1949 a quella del 1957, culminando poi con l'organizzazione della settima gara del mondiale di Formula 1 del 1957 nel Circuito di Pescara. 20-mar-2017 - Esplora la bacheca "STORIA" di Rosamaria Trusso, seguita da 119 persone su Pinterest. Al di la di queste attività, erano poche le iniziative economiche di altro genere. La strage più grave si verificò alla stazione centrale, dove in quel momento una folla stremata dalla fame stava saccheggiando dei vagoni carichi di merci e derrate alimentari di un convoglio di rifornimenti diretto a sud. La propensione al turismo balneare si consolidò[185] e nel 1905 gli alberghi di Castellammare Adriatico ospitavano circa quattromila turisti[188]. 3 Lista marche più famose. Gli anni successivi furono caratterizzati da molteplici devastazioni della città: sia per eventi naturali e sia perché Piscaria era sempre preda di attacchi da parte degli eserciti dei signorotti locali e potentati del tempo- come nel 1290 da Ottone IV. A tutt’oggi, diversi sono i palazzi ad uso pubblico costruiti in quel periodo (tra i quali il Palazzo del Comune, il Palazzo della Provincia, l’allora Palazzo della Prefettura e diverse scuole della città). I tentativi di occupazione avvenivano simultaneamente da nord dal Ducato di Spoleto, guidati dal condottiero Faroaldo I, e da sud dal Ducato di Benevento, agli ordini di Zottone, spingendo i Bizantini ad articolare una linea di difesa anche nella Marsica presso il lago del Fucino. Download it once and read it on your Kindle device, PC, phones or tablets. Infatti, il turismo continuava a fiorire e i bagni di Castellammare Adriatico erano una meta turistica nota in tutta Italia. Dal punto di vista amministrativo, dopo la prima fase della ricostruzione gestita da amministrazioni di sinistra, guidate da Italo Giovannucci e Vincenzo Chiola (espressioni di maggioranze PCI-PSI), a partire dalle elezioni del 1956 la città venne governata ininterrottamente dalla Democrazia Cristiana e dai suoi alleati fino al 1993[245]. 1918 – 1926 IL PRIMO DOPOGUERRA L'ennesimo assedio alla fortezza pescarese difesa da Carafa, ultimo bastione in mano ai rivoluzionari in Abruzzo[143], fu vittoriosamente portato a termine dagli antigiacobini fedeli ai Borbone guidati dal capomassa abruzzese Giuseppe Pronio[144] il 30 giugno 1799[123], agli ordini del cardinale Ruffo[145]. 1946 – 2000 Come in precedenza, i morti furono pochi a causa dello spopolamento. Il 6 dicembre 1926 Mussolini così telegrafò a D'Annunzio, che si trovava a Gardone Riviera, annunciandogli la notizia[197]: «Oggi ho elevato la tua Pescara a capoluogo di provincia. Nel censimento del 1901 la popolazione dei due comuni pescaresi ammontava a 16 033 residenti, di cui 8 926 residenti a Castellammare e 7 107 a Pescara[187]. Il 17 ottobre 1860[162], alla fine del processo che porterà alla nascita dello stato italiano, Vittorio Emanuele II, in viaggio per l'incontro di Teano con Giuseppe Garibaldi, giunse a Castellamare e fu ospitato nel villino Coppa, meglio noto come villa Sabucchi, andato distrutto nella Seconda guerra mondiale. A rafforzare questo ruolo di centro di villeggiatura di livello nazionale, nel 1924, sotto la spinta politica del ministro Giacomo Acerbo, a Castellammare Adriatico venne organizzata la Coppa Acerbo, che divenne subito una delle gare automobilistiche più importanti del tempo e un evento capace di portare in città decine di migliaia di visitatori[194]. Vol. Combatté un'ultima volta per i Borbone il 30 marzo 1801 presso Civitella del Tronto, fino alla morte a Napoli nel 1804[150][151]. Nel 1435 e nel 1439 la città, nuovamente schieratasi in orbita aragonese, fu conquistata dal capitano di ventura napoletano al servizio degli Angioini Giacomo Caldora, protagonista di scorrerie e saccheggi in tutta la regione,[106] durante la guerra di successione tra Alfonso V d'Aragona e Renato d'Angiò scoppiata in seguito alla morte senza eredi della regina Giovanna II di Napoli e che diede l'avvio alla dinastia aragonese di Napoli. Nel frattempo il comune si espandeva nell'entroterra, assorbendo la frazione di Fontanelle nel 1868[114] e il comune di San Silvestro nel 1879[186]; nel 1881 fu aperta la stazione di Pescara (dal 1927 stazione di Pescara Porta Nuova).

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