Ciò mi stimolerà a cercare con lui un confronto ed un dialogo. Spesso invece torna a casa da scuola imbronciata, riferisce di litigi, di essere stata accusata di “comandare”, di essere stata esclusa o di autoescludersi per evitare conflitti o perché vede le compagne parlare male di lei, quindi spesso preferisce stare da sola. Lui era quello che usciva per far fare fotocopie, o che teneva la porta chiusa per non far uscire i più piccoli, sistema a i giochi e in un certo qual modo, impartita gli ordini come fosse un vice. Le piace guardarli da lontano, li indica, sorride quasi li chiama, ma se si avvicinano troppo o provano ad interagire inizia a piangere, anche se dall’altra parte ha dei bimbi tranquilli e delicati, poco invadenti! Stiamo cercando di abituarlo a giocare per più tempo da solo. atteggiamenti: decide di fermare il gioco, manda a posto T., sceglie bambini che non hanno
Ecco che, soprattutto
Marilena. Quanto a me, ero al 50% da assistente sociale e al 50% da Matteo”. Due anni fa abbiamo fatto un percorso di circa sei mesi con una logopedista dato che era bloccato nel linguaggio ed ora finalmente riesce a comunicare benissimo, anche se con qualche aiutino per le frasi complesse. se però volesse togliersi il dubbio che non vi sia un motivo scatenante esterno possiamo analizare alcuni suoi disegni in modo da comrendere se questo suo bisogno di chiusura deriva da un’eccessiva riservatezza o è stato indotto da situazioni che non tollera dall’ambiente che lo circonda. Credo che più che un consiglio veloce scritto su un sito lei abbia bisogno di capire come comportarsi, che ne dice allora di fare una telefonata o due e di poter valutare i disegni di suo figlio? Lei capisce tutto, impara canzoni poesie ed è sempre attenta a tutto quello che la circonda a volte anche troppo e infatti è una bimba ansiosa che deve avere tutto sotto controllo. ma poi , siccome non tutti fanno silenzio, dice " vi chiamo solo se state zitti,
Cosa ne dice di far fare a sua figlia dei disegni, seguiti anche da una narrazione sul suo comportamento e le dinamiche delle varianti, in modo da approndire la cosa? come possiamo aiutarlo ? Così in questi mesi ha giocato solo pocche volte con altri bambini a parte sorella e fratellino. Marilena, Salve D.ssa Per molti bambini non è facile esprimere le proprie emozioni, soprattutto quando essi non percepiscono la presenza di una dimensione relazionale sicura. Cosa mi consiglia? Questo suo modo di giocare ripetitivo ed ossessivo mi preoccupa ed associato al suo essere “solitario” mi fa pensare che forse ha bisogno di aiuto. L’intenzione di gioco, l’azione e l’emozione guidano il controllo del movimento del corpo, dei suoi segmenti nell’investimento dello spazio, del tempo e degli oggetti. La ringrazio anticipatamente per l’aiuto che vorrà darmi. Marilena, Buonasera Dottoressa, le scrivo per mi figlio. Lei è una madre preoccupata e attenta, ce ne fossero così, ma sua figlia è meno forte di lei, le lasci il tempo di sviluppare più stima in se stessa senza forzature, è il modo migliore per aiutarla a provare senza avere paura. T. che, sbuffando, va a scegliere "un pugno", come le aveva detto S.
Risponde alle domane che gli sono poste arricchendo le risposte con frasi poco aderenti al contesto. Diversamente con i libri per bambini, di cui ne è andato sempre pazzo. Mio figlio (4 anni) con diagnosi recente di osteogenesi imperfetta tipo I (2 fratture in 4 anni). interazione sono: - la sicurezza personale del bambino: più è
Notiamo che questo comportamento si accentua con la crescita. Non ascolta … però è simpatica da morire, sorride sempre e mangia molto.. Mio figlio ha 3 anni e mezzo e ha problemi a relazionarsi con gli altri compagni, o per lo meno a condividere le emozioni con gli altri. E se si … relazionarsi con l' in relazione tra. Stavamo pensando di coinvolgere in alcuni laboratori di psicomotricità, potrebbero aiutarlo secondo lei? (non ha passioni,interessi..) Stesso comportamento lo osserviamo noi genitori in occasioni come feste di compleanno. In casa parla molto seppur ancora non correttamente (ma questo anche il fratello). Buongiorno, Marilena. Marilena. La maestra dell’asilo mi disse che sceglieva compagni più piccoli e tranquilli per giocare (i soliti 2-3 bimbi) ed evita quelli più movimentati. È cresciuta in casa con 2 gatti che adora e con cui è coccolona, ma con altri gatti e cani fa uguale ai bimbi, se sono lontani sorride, lo chiama, li indica ma se si avvicinano e la sfiorano piange! Qualche mattina che c’era la supplente sconosciuta, una tragedia, allora chiedevo a lui quale amichetto volesse per aiutarlo ad entrare, mi diceva sempre 2/3 bambine piu grandi (5anni) , che ho notato che sono molto dolci e carine con lui; allora lo prendevano per mano e lui si rasserenava ed entrava. Io le consiglio di approfondire meglio il vissuto quotidiano di sua figlia, se vuole contattarmi via mail potremo approfondire la questione privatamente. Non riesce proprio a giocare con gli altri bambini nemmeno con la sorella gioca molto soltanto da sola. Credevo che col tempo frequentando l’asilo, ciò si sarebbe attenuato, ma in realtà ad oggi non è così. Marilena. Infine segnalo, purtroppo, a 2,5 anni un intervento x ipospadia molto importante e successiva complicazione (con ulteriore cateterismo) e vari prelievi (alcuni non andati a buon fine perchè non gli trovano subito le vene) x controllo ipotiroidismo da prematurità (che però ora fortunatamente sembra ok) . Quindi se avete dei dubbi o se riscontrate dei comportamenti strani o anormali, comportamenti per il piccolo, per il ragazzino o per l’adolescente inusuali e differenti dal loro solito modo di fare od atteggiarsi non fatevi scrupoli e nemmeno perdete tempo, far analizzare un disegno non richiede un grosso investimento ma vi può rassicurare se non esistono problemi, in caso contrario sarà l’occasione di approfondire l’eventuale circostanza od anomalia riscontrata. relazionarsi con l'altro. I bambini più vicini alla norma sono quelli che si aprono agli altri, quando e solo se sono certi di potersi fidare. Non gli piace il caos e i rumori forti. Grazie mille!!! Quando non riescono ad esprimersi emotivamente, i bambini potrebbero manifestare difficoltà in famiglia e nel contesto scolastico per esempio: Individuare tali vissuti e comportamenti è importante per comprendere, grazie alle informazioni date dai genitori e alla valutazione e osservazione del bambino da parte di un esperto, il suo quadro emotivo attuale. Abbiamo strutturato tutto a casa ed in effetti lui è migliorato molto. mio figlio di 22 mesi sta iniziando a relazionarsi in modo aggressivo con i pari e talvolta anche i più grandi. all'inizio del gioco relazionale ma non dovrebbe diventare un'abitudine per il bambino:
D Dal punto di vista della Disciplina Dolce (ma di tutta la psicologia in generale), la comunicazione rappresenta lo strumento elettivo per costruire, mantenere e regolare le relazioni interpersonali. Marilena. La disperazione non mi vincerà ma non sono più felice quando penso a lui. Non sopporta la competizione Ancor di più col cugino della stessa etá. Grazie, E’ semplicemente il suo modo di essere ora, che è bambina, col tempo maturando diventerà più sicura, per ora non la forzi a fare ciò che la mette in competizione e quindi in crisi o in imbarazzo per il risultato, la lasci scegliere, sarà lei peiano piano ad acquistare più sicurezza ampliando così i suoi orizzonti. Sarebbe il caso di sentirci per capire come un bimbo così piccolo abbia questi attegiamenti così reattivi che non fanno parte del suo normale bagaglio ma derivano da un evento che sicuramente ha smosso in lui qualcosa. Se ciò non avviene, se l’altro è avvertito come distante e freddo, se l’altro viene ravvisato come apportatore di ansie, paure, insicurezze e frustrazioni, l’interazione sociale sarà deficitaria o non avverrà affatto. In passato giocava esclusivamente con bimbo pari età ma a rotazione cioè un periodo solo con uno successivamente con un altro escludendo il primo. Fra un momento vedremo perché. Lo faccia quanto prima e vedrà che le cose si risolveranno. La mia sensazione quando altri bimbi di scuola gli rivolgono parola lui risponde seccato e risolutivo sembra che sia geloso della non esclusività della relazione con i bambini. La tendenza a categorizzare in modo estremo influisce negativamente sull’umore e quando si consolida, diventando il modo abituale di considerare se stessi e il proprio mondo, può condurre a disturbi emozionali quali ad esempio ansia e depressione. Ma anche lì preferisce stare con la maestra o da solo piuttosto che giocare con i bambini. Il piacere e il contatto con le proprie possibilità espressive e creative sono indispensabili per una crescita sana, in una società e una didattica scolastica incentrata sul linguaggio verbale, la logica e la razionalità. Secondo le maestre non è accaduto nulla, ma io non riesco a spiegarmi come mai a scuola mia figlia diventi timida e insicura. Con gli altri suoi coetanei non gioca, poi mi hanno detto che nel gioco non fa giochi simbolici o d’immaginazione, preferisce disegnare o giochi di movimento.
"smorzare" gli animi che cominciavano ad agitarsi. Poi c’è stato il lockdown (lei aveva 7 mesi) quindi siamo stati in casa nello stretto nucleo famigliare, e credo questo non l’abbia aiutata! Saluti, Ovviamente vedere altri bambini che fanno movimenti più facilmente e velocemente lo fa sicuramente sentire a disagio, ma è un deficit con cui dovrà imparare a convivere, sperando che le terapie facciano anche miracoli è possibile che un piccolo deficit rimanga sempre, pertanto deve imparare ad accettarsi e accettare i propri limiti, così si superano le difficoltà che esistono anche a quella tenera età. All’asilo nido ci dicevano si comportava sempre bene, seppur a volte tendeva a isolarsi e andava riportato in gruppo dove poi stava tranquillamente. Vi sono diversi fattori che possono ostacolare o
Perché ha iniziato tardi a parlare ora si fa capire bene in tutto ma non racconta, es quando torna dall asilo chiedo cosa ha fatto e mi risponde non voglio raccontare…devo “minacciarlo” per poter avere un “ ho giocato con gli animali” o se gli faccio io domande del tipo la maestra ha raccontato una storia, ha cantato mi risponde a monosillaba o poco più…siamo stati da due neuropsichiatri per uno a tre anni solo perché non parlava era nello spettro…per un altro assolutamente no…non ha stereotipie…non ha problemi con rumori suoni o altro…ha una memoria incredibile impara a memoria tutto quello che vede e che gli interessa ed è proprio su questo che le chiedo perché sa imparare perfettamente i cartoni o film che gli piacciono e non imita i suoi coetanei? Negli ultimi anni fa piu’ difficolta a relazionarsi con i suoi coetanei, vuole stare con gli altri ma poi e’ rigida, parla poco e ovviamente anche gli altri bambini dopo un po’ tendono ad escluderla. Si è notato però che questi stessi bambini accettano con piacere di effettuare il gioco libero autogestito, in quanto, con questa modalità, si sentono perfettamente liberi. Come possiamo aiutarlo di più nella socializzazione? .hide-if-no-js {
Gentile dottoressa, Questa forma con disinibizione è presente soprattutto nei disturbi dell’umore di tipo maniacale, nei disturbi della condotta e nel disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività. Vorrei un suo parere ed un suo prezioso consiglio..grazie, L’atteggiamento del suo bambino mi sembra più dettato dalla compiacimento di una determinata materia o dalla noia di tutte le altre, con tutta probabilità ha una capacità cognitiva più svilppata degli altri e quindi tende ad annoiarsi più facilmente.