alla solitudine, unica dimensione in cui l’illusione può prendere corpo e bella imago, 102         da cui, se non celeste, Home Page > Percorso testuale > Poesie > Il primo amore. La prima, tra le poesie d’amore di Leopardi che vorremmo proporvi è Alla sua donna, una sorta di inno alla donna ideale, composto nel 1823, di cui riportiamo i versi iniziali. 80           e tanto amor mi tolse un altro amore? 100         Vive quel foco ancor, vive In qualche modo, ridotta ad allucinazione e a pura ombra, essa è una variante dell’impossibilità di raggiungere compiutamente il piacere inseguito, qualunque sia l’aspetto in cui possa materializzarsi. E mentre io taccio, e mentre io non contendo. 56           palpitando nel letto e, chiusi gli occhi. 10Se si volesse dividere in parti la struttura del componimento, si potrebbe delineare questo sviluppo :vv. 57           strinsi il cor con la mano, e sospirai. 23Quell’oggetto desiderato diventa una pura idea, una « illibata, candida imago », che eccede ogni volto reale: un’immagine « pinta nel seno », che non può coincidere con nessuna forma naturale, deforme o bella che essa sia. 60           ch’altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi? comunicare con gli altri, che sono visti sempre inseriti nel mondo “reale”, 303  D. De Robertis afferma decisamente che « gli Idilli sono il punto di crisi dei Canti » (op. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi io mirava colei ch'a questo core Attraverso questo gioco di rimandi e di sostituzioni, tra i due componimenti si stende un filo comune, che li serra l’uno all’altro e che sembra contenere, in un interrotto rapporto, anche tutti gli altri testi che tra loro si collocano. 33           un lungo, incerto mormorar ne prome. Svanita la causa del diletto, sopravvive l’« amarissima » ricordanza, che pesa sul cuore e che lo attraversa a ogni voce o immaginea : sostituti ingannevoli di qualcosa che si è perduto e che alludono a questo bene, senza replicarne l’identità. X – Il primo amore Giacomo Leopardi. 19Né il sonno, unico modo per tacitare l’energia del desiderio28, interviene a dar tregua. L’adozione della terzina, unica nella tessitura dei Canti, è testimonianza del deciso connettersi a una tradizione (quella appunto del sogno/visione, che ha naturalmente in Dante, in Petrarca e nel più vicino Monti sicuri punti di riferimento24), di cui riprende le formule sostanziali. Il primo amore_Giacomo Leopardi IL PRIMO AMORE Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Solo il mio cor piaceami, e col mio core,In un perenne ragionar sepolto,Alla guardia seder del mio dolore. 47-85. 27Demolita questa suprema illusione, sopravviverà solo l’infinita vanità del tutto. Quelli che arrivarono all'età adulta furono, oltre a Giacomo, Carlo (1799-1878), Paolina (1800-1869), Luigi (1804-1828) e Pierfrancesco (1813-1851). Questo scarto implica la persistenza di stati d’animo torbidi, incerti, irrequieti, sotto il segno della « smania » e dell’« angoscia ». Se felicità e infelicità possono coesistere nel cuore, l’io che ne registra gli spasimi ambivalenti conosce solo la stanchezza della lotta sostenuta. L’opzione per lo strumento discorsivo della prosa è del tutto funzionale a dare « isfogo » a un cuore « molle e tenero »15, e, contemporaneamente, permette di indagare le reazioni del soggetto, i suoi atteggiamenti di fronte all’assalto che egli sta subendo. 15La forma intrinsecamente mescidata della passione, verifica di quella legge del desiderio e del piacere mai realizzato, che Leopardi metterà successivamente al centro della propria riflessione, è amplificata, nel testo del Primo amore, dai versi 10-13. L’ordinamento che egli privilegia prevede al centro del canzoniere, dopo il « romanzo ideologico »2 delle canzoni civili, l’esperienza degli idilli, valutata sempre più, nella stessa autocoscienza teorica di Leopardi, come un momento cruciale e rivoluzionario3. Il primo amore ( G. Leopardi) Datazione : composto a Recanati dal 14 al 16 dicembre. 15           presso al qual t’era noia ogni contento? Scritte fra il 14 dicembre 1817 e il 2 gennaio 1818, queste pagine di diario raccontano l’innamoramento del poeta per “una Signora Pesarese”, Gertrude Cassi, cugina di Monaldo padre di Giacomo Leopardi. Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. lei m’appago. riflessione razionale, che però non cancella, ma anzi esalta, la passione 5831  « Per lo più noi riconosciamo alla sola voce, anche senza vederle, le persone da noi conosciute, per molteplici che siano le nostre conoscenze, per minima che sia la diversità di tale o tal altra voce da un’altra; per pochissimo che noi abbiamo praticata quella tal persona, o praticatala pure una sola volta » (Zibaldone, cit., p. 2564). Home del mio dolore”. 76           Né gli occhi ai noti studi io rivolgea, 77           e quelli m’apparian vani per cui. 5528  « Il sonno stesso non è piacevole se non in quanto è torpore, dimenticanza, riposo dai desideri, dai timori, dalle speranze, e dalle passioni di ogni sorta » (Zibaldone, cit., p. 1779). Scrisse in questa occasione il "Diario del primo amore" e l' "Elegia I" che verrà in seguito inclusa nei "Canti" con il titolo "Il primo amore". 15 notes. yourtrashcollector. l’infinito può essere raggiunto. 4Il fantasma della donna, o, più precisamente, la donna che diventa fantasma, sogno, realtà separata e impalpabile della mente, è, in definitiva, anche l’argomento del Primo amore. Tornami a mente il dì che la battaglia d'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! La lirica, d’altra parte, è per Leopardi proprio questo: il canto di dolore del soggetto, che trasforma ed esprime la propria sofferenza in parola. Leopardi, quasi ventenne, e vive il suo primo amore. La presenza stessa del desiderio, sinonimo, come si è visto, di « pena », è, perciò, ragione insopprimibile di sofferenza, ed è incancellabile, giacché congiunta a ogni momento dell’esistenza. 87           né in leggiadro soffria né in turpe volto: 88           che la illibata, la candida imago. 11Come si vede anche da questo assai sommario profilo, l’attenzione si arresta sul meccanismo generativo dell’immagine d’amore, abbandonando lo schema evolutivo seguito nel Diario. Scrive Leopardi il 30 giugno del 1823 : In ciascun punto della vita, anche nell’atto del maggior piacere, anche nei sogni, l’uomo o il vivente è in istato di desiderio, e quindi non v’ha un solo momento nella vita (eccetto quelli di totale assopimento e sospensione dell’esercizio de’ sensi e di quello del pensiero, da qualunque cagione esso venga) nel quale l’individuo non stia in istato di pena, tanto maggiore quanto egli o per età, o per carattere e natura, o per circostanze mediate o immediate, o abitualmente o attualmente, è in istato di maggior sensibilità ed esercizio della vita, e viceversa.27. La ricerca dell’oggetto amato diventa sempre più implacabilmente, nella ricostruzione leopardiana, la caccia a un’astrazione. Si veda ancora : « il guardare o pensare ad altro aspetto [.....] mi par che m’intorbidi e imbruttisca la vaghezza dell’idea che ho in mente, di maniera che lo schivo a tutto potere » (p.15) e, perentoriamente, « io non posso vedere bellezze umane reali » (p. 16). Esperienza di un soggetto, avventura del suo animo, esso è contemporaneamente la rappresentazione di una contraddizione a cui l’Io resta inchiodato : aperto alla bellezza celeste, non può che disprezzare tutto ciò che di quella bellezza è pallida copia. 41           e i destrier che dovean farmi deserto. Poesia Il primo amore di Giacomo Leopardi: Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi Lingua; Segui; Modifica < Canti (Leopardi - Donati) Questo testo è stato riletto e controllato. Calvino, l’écriture, le dessin, l’image, L’envers du Risorgimento. 61-84 : allontanatasi la donna, sopravvive l’« amarissima ricordanza » e il distacco da qualunque altro sentimento che non coincida con quello d’amore ;vv. 92           pentimento, che l’anima ci grava. Italies, Revue d’études italiennes, Université de Provence, n°3, Femmes italiennes, 1999. 45           l’orecchio avido e l’occhio indarno aperto, 46           la voce ad ascoltar, se ne dovea. 25-33 : apparizione nel sonno della « dolce imago » ;vv. Senza abbandonare i tentativi poetici, il giovane attende alla stesura di un diario che, in quanto forma di scrittura confidenziale per eccellenza, … L’amarezza e la malinconia (i concetti che si accampano isolati, in forma di aggettivo e di avverbio, nel primo emistichio dei versi 61 e 66) diventano gli emblemi verbali di questo cammino interiore. 25           Oh come viva in mezzo alle tenebre, 26           sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi. Il corpo materiale è sostituito dal profilo di un fantasma, che attraversa gli spazi come un’allucinazione, suscitando « instabili, confusi // pensieri » : pensieri mescolati, mutevoli, inafferrabili, resi più spezzati dall’enjambement che separa l’aggettivo dal nome. 12           al cor mi discendea tanto diletto? Tuttavia, all’opposto, il «foco» d’amore è anche «foco intaminato e puro », che «spira» nel pensiero grazie a quella trasfigurata «bella imago». « Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea, / E quelli m’apparian vani per cui / Vano ogni altro desir creduto avea. Sono le note parole di Leopardi, pubblicate nel « Nuovo Ricoglitore » di Milano nel settembre del 1825, a proposito delle dieci canzoni stampate a Bologna nel 1824 (cfr. Il rapporto che si stabilisce tra i due testi è, come si diceva, di continuità, di somiglianza, ma anche di differenza. nel cuore di chi ama l’amore è inquietudine, felicità, miseria (“... inquieto e 281  Sulla questione cfr. La consapevolezza Compton, Roma, l996, pagg. Datazione : composto a Recanati dal 14 al 16 dicembre. 6             primiera il varco ed innocente aprissi. l’orecchio avido e l’occhio indarno aperto. La forza e il valore di quanto si racconta derivano proprio dall’essere esperienza della « prima volta »: la primavoltità è il valore, avrebbe avvertito anni dopo Bazlen25. XXIII-XLII) e F. Gavazzeni (. 347  Su questo canto vedi M. Santagata, Il risorgimento di Leopardi, in Il tramonto della luna. 74           nel petto, cui scaldar tanto solea. 9             recar tanto desio, tanto dolore? 58           Poscia traendo i tremuli ginocchi. Infine è la donna che non si trova »8. 13           Dimmi, tenero core, or che spavento, 14           che angoscia era la tua fra quel pensiero. Ogni suo soggetto usitato appartiene di sua natura alla lirica; come i subbietti lugubri, che furono spessissimo trattati dai greci lirici, massime antichi, in versi lirici, nei componimenti al tutto lirici, detti, , i quali furon quelli di Simonide, assai celebrato in tal maniera di componimenti, e quelli di Pindaro: forse anche. rivolge a lei: egli dialoga con il proprio cuore, cioè con se stesso. #leopardi #poesia leopardi #giacomo leopardi #poesia #il primo amore #amore #dolore #dolce affetto. L’episodio specifico, cui egli rivolge la sua attenzione, è figura di una legge che resterà invariabile. 96           suo morso in questo cor già non oprava. Giacomo Leopardi nacque nel 1798 a Recanati, nello Stato pontificio (oggi in provincia di Macerata, nelle Marche), da una delle più nobili famiglie del paese, primo di dieci figli. Una poesia sulla distanza. Poesia Giacomo Leopardi - Il lavoro del pastore Sopra l'erbetta tenera sta un pastorello assiso, Poesia Giacomo Leopardi - Il lavoro del pastore - Poesie Primo maggio - Poesie.reportonline.it Invia una Poesia Identificandosi con un’astrazione, essa resta puro oggetto di contemplazione: mai un possesso definitivo e compiuto. Che gli occhi al suol … Continua a leggere → 8             Perché seco dovea sí dolce affetto. / Deh quanto, in verità, vani siam nui ! Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi Io mirava colei ch'a questo core Primiera il varco ed innocente aprissi. 42           battean la zampa sotto al patrio ostello. 5124  Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. 22           E dove io tristo ed affannato e stanco, 23           gli occhi al sonno chiudea, come per febre. Nella poesia Odisseo a Telemaco del 1972 di Iosif Brodskij abbiamo il primo esempio di una poesia che abita la distanza inabitabile e inarrivabile. Italies - Littérature Civilisation Société, La plume et le crayon. soprattutto D. De Robertis (, , a cura di G. e D. De Robertis, Milano, Mondadori, 1978, pp. I due vocaboli (« sovrana » e « impero ») sanciscono in modo perentorio l’autorità assoluta esercitata da questo dominio, a cui non pare ci si possa sottrarre. sotto lo stesso tetto o lo ha abbandonato da poco, eppure Leopardi non si , a cura di F. Gavazzeni e M.M. Esso costituisce l’anello di passaggio4 tra due modi, quello appunto politico-patriottico e quello più direttamente idillico. 24           rotto e deliro il sonno venia manco. soprattutto D. De Robertis (Il sistema della poesia, in G.L., Canti, a cura di G. e D. De Robertis, Milano, Mondadori, 1978, pp. La storia successiva dei Canti aprirà sempre di più il divario tra esistenza e felicità. A lui ci si può indirizzare come a una parte sofferente del proprio sé, da cui dipende, comunque, lo smarrimento implacabile dell’Io : Dimmi, tenero core. petto, / ch’arsi di foco intaminato e puro”). Questa sostituisce l’altra e ne rappresenta il simulacro, il feticcio che sta al posto del bene perduto. 24D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento. Diventa sostanzialmente un’avventura della mente, che accarezza un’idea e ne insegue l’irraggiungibile purezza. Sul rapporto che unisce e divide i due testi cfr. di Leopardi: l’illusione e il sogno che salvano dal Nulla non consentono di Ogni suo soggetto usitato appartiene di sua natura alla lirica; come i subbietti lugubri, che furono spessissimo trattati dai greci lirici, massime antichi, in versi lirici, nei componimenti al tutto lirici, detti thrênoi, i quali furon quelli di Simonide, assai celebrato in tal maniera di componimenti, e quelli di Pindaro: forse anche monodíai, come quelle che di Saffo ricorda Suida » (G.L., Zibaldone, cit., p. 4236). Nel Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, al poeta della Gerusalemme liberata il suo interlocutore rivendicherà il primato di un piacere sognato su uno vero e testimonierà dell’inconciliabilità tra le due orbite : Anzi ho notizia di uno che quando la donna che egli ama, se gli rappresenta dinanzi in alcun sogno gentile, esso per tutto il giorno seguente, fugge di ritrovarsi con quella e di rivederla; sapendo che ella non potrebbe reggere al paragone dell’immagine che il sonno gliene ha lasciata impressa, e che il vero, cancellandogli dalla mente il falso, priverebbe lui del diletto strordinario che ne ritrae.34. In modo diverso dalla logica seguita dalle pagine in prosa, esso si attesta, piuttosto, sulla scoperta della natura dolorosa dell’intera vicenda d’amore, senza seguirla nel percorso stesso di genesi e di epilogo che caratterizza il Diario. della raccolta dei Canti, ma nella sistemazione definitiva occuperà il X posto, Si inizia da Il primo amore ... Leopardi per la grandezza della sua poesia e l’infelicità della sua vita racconta il mondo con i sentimenti. 36           quella per che penando ivi e battendo? 72           queta il silenzio, o il verdeggiar del prato. 21           ad ogni or fortemente palpitando. 4-12 : indicazione della natura ancipite dell’amore, « diletto » « pien di travaglio e di lamento » ;vv. 101         spira nel pensier mio la 93           e il piacer che passò cangia in veleno, 94           per li fuggiti dí mi stimolava, 95           tuttora il sen: che la vergogna il duro. Il primo amore. ... 23 marzo 2012 alle ore 18:10. poesia che scrive all’interno di quella esperienza è cronologicamente la prima Per questo motivo Amore e morte segna il momento più drammatico e di maggiore tensione nel rapporto tra Leopardi e il sentimento amoroso, rapporto segnato, appunto, dalla passione del poeta per Fanny. Partita la donna, resta lo sgomento di una condizione che coinvolge e annulla qualunque altro interesse possa toccare il cuore. Le immagini si affollano come « per febre », in un sonno diventato « rotto » e « deliro ». Scrive Blasucci : Il Diario si presenta dunque, nel suo insieme, come la registrazione del decorso di una passione solitaria, dal suo primo manifestarsi al suo illanguidirsi. C’è il modello della parola materica e mimetica, e il … L’opera "Il primo amore", che è una canzone, occupa una posizione cruciale nel sistema dei Canti.Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. Inevitabile il rinvio agli studi di E. Raimondi. 91           E quel di non aver goduto appieno. 15 sgg. scritta nel l829. Il primo amore. 16           Quel pensier che nel dí, che lusinghiero, 17           ti si offeriva nella notte, quando. 97           Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro. 34           E mentre io taccio, e mentre io non contendo, 35           che dicevi, o mio cor, che si partia. « L’elegiaco è nome di metro. Come annota il padre in un registro familiare memoria dei principali eventi della famiglia attraverso i secoli: “A dì 29 giugno 1798. Il titolo originario del componimento (Elegia I) si muta, fin dall’edizione del 1831, in Primo amore. Giacomo Leopardi in archivio dal 28 mag 2001. 99           ch’arsi di foco intaminato e puro. ch’altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi? Proprio nella definizione del Primo amore l’Io acquista una centralità nuova, marcata in modo esplicito dalla ricorrenza impressionante e inedita della parola « cor » : mai usata prima, nel lessico dell’opera, con la medesima frequenza e inflessione6, e pari solo all’uso che Leopardi ne farà anni dopo nel Consalvo, o in un altro nevralgico componimento di passaggio come Il risorgimento7. 52. Costituisce, infatti, il componimento di transizione verso la poesia degli Idilli, che avra’ al centro il soggetto e la storia "sentimentale" dei suoi pensieri. 89           turbare egli temea pinta nel seno. Il lemma compare, senza richiami diretti alla sensibilità soggettiva messa in gioco nel. , a cura di G. G. Amoretti, Genova, Il Melangolo, 1981, p. 13. 11. Canti (Leopardi - Donati)/X. L’amore per Leopardi non coincide mai … 6033  « Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea, / E quelli m’apparian vani per cui / Vano ogni altro desir creduto avea. 5932  M. de las Nieves Muñiz Muñiz, op. Sulla base di questa successione di temi, che implica anche una transizione da una prospettiva poetica a un’altra, l’autore articola l’intera macchina dell’opera, distribuendo accortamente la sede di ciascun componimento e il ruolo che a questo compete nell’impianto generale. Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 – Napoli, 1837) ha posto molto spesso come tematica centrale della sua poesia l’ amore. 94. Follow. felice e miserando”). 64           E lunga doglia il sen mi ricercava, 65           com’è quando a distesa Olimpo piove. Mentre, dunque, sigilla e archivia il ciclo delle canzoni, introduce, nella sequenza stessa dei componimenti, alla via degli idilli. 336  Il lemma compare, senza richiami diretti alla sensibilità soggettiva messa in gioco nel Primo amore, due volte in Sopra il monumento di Dante ; una volta ciascuna nelle Nozze della sorella Paolina e in Alla primavera. Se un mezzo è concesso per controllare le proprie inquietudini, questo non sarà che la scrittura22. Giacomo Leopardi è considerato una delle più importanti figure della letteratura mondiale, vi proponiamo alcune tra le sue poesie più belle ... come dichiarare il proprio amore a Natale. Una condizione geneticamente inconsolabile, perché – come si legge nello Zibaldone – « un desiderio non soddisfatto è uno stato penoso, dunque uno stato d’infelicità »26. costituiscono una analisi dell’amore e del proprio sé attraverso una 32           d’antica selva zefiro scorrendo. 3811  « L’elegiaco è nome di metro. Tornami a mente il dì che la battaglia D’amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest’è amor, com’ei travaglia! Non vi mancano tuttavia similitudini ed immagini pregevoli. 63           ad ogni voce il core, a ogni sembianza. Basta in tal senso l’inizio, con la precisa indicazione della dimensione memoriale in cui è inscritta l’intera rappresentazione : Tornami a mente il dì che la battagliad’amor sentii la prima volta e dissi:Oimé, se quest’è amor com’ei travaglia. Il primo amore agisce, così, da prologo a una sceneggiatura che sta mutando e, idealmente, collabora a stabilire un nesso inseparabile con il successivo canto XVIII, Alla sua Donna : proprio il canto che, nell’edizione delle Canzoni del 1824, occupava quel decimo e ultimo posto destinato, nell’assetto finale dei Canti, al Primo amore. È stato abolito ciascun «a piacera » che non coincida con quello d’amore. la voce, ch’altro il cielo, ahi, mi togliea. , p. 12). Volendo venire a concetti più precisi, Dante e Petrarca hanno proposto due modelli diversi alla poesia italiana. / Deh come mai da me sì vario fui, / E tanto amor mi tolse un altro amore ?