L'esercito romano fu l'insieme delle forze militari terrestri e di mare che servirono l'antica Roma nella serie di campagne militari che caratterizzarono la sua espansione, dall'epoca dei sette re, alla Repubblica romana e all'epoca imperiale fino al definitivo crollo. All'interno dei massimi livelli di entrambe le branche, le trasformazioni strutturali occorsero sia in conseguenza di effettive riforme militari, sia per l'emergere di naturali evoluzioni strutturali. A differenza delle successive formazioni legionarie, composte esclusivamente di fanteria pesante, le legioni della prima e media età repubblicana consistevano di fanteria sia leggera che pesante. Le forze in campo escludono gli ufficiali (centurioni e decurioni), che rappresentano una forza di circa 3 500 uomini in totale. [237] Sotto Ezio e Maggioriano, l'Impero era ancora in grado di affrontare e vincere in battaglia Visigoti, Burgundi, Bagaudi, Franchi, e di mantenere sotto il suo controllo la Gallia, a riprova di una sua relativa efficienza. 440 mostrano che entrambi questi ufficiali dipendevano dal magister militum per Orientem. L’esercito originario di epoca arcaica era basato sul reclutamento gentilizio. a.C.). Questo si accompagnò a forti tensioni sociali e al più grave collasso delle classi medie nelle classi censuarie inferiori o nel proletariato. Questo punto della riforma, però, eliminò definitivamente ogni legame tra le legioni e l'Italia, poiché i nuovi comandanti, che erano spesso militari di carriera partiti dai gradi più bassi e arrivati a quelli più alti, erano interessati solo al proprio tornaconto o al massimo agli interessi della provincia d'origine, ma non a Roma. [106], Il nuovo assetto organizzativo, tattico e strategico, che Diocleziano e Costantino I misero in atto, fu il frutto di una inevitabile evoluzione che nella crisi del III secolo aveva trovato la causa ed in Gallieno il primo artefice per la ricostruzione, due secoli dopo la grande riforma di epoca augustea. [53] Era utilizzata all'interno della legione, la formazione manipolare (dal latino manipulus). [168] La base principale scelta da Gallieno per la nuova armata fu posta a Milano, punto strategico equidistante da Roma e dalle vicine frontiere settentrionali della Rezia e del Norico. Il vantaggio immediato fu che venne approvata una legge che dichiarava guerra a Veio e i nuovi tribuni con potestà militare vi condussero un esercito in massima parte formato da volontari. [173] In sostanza si trattava di un sistema politico-militare che permetteva di dividere meglio i compiti di difesa del confine: ogni tetrarca, infatti, curava un singolo settore strategico e la sua sede amministrativa era il più possibile vicino alle frontiere che doveva controllare (Treviri e Milano in Occidente; Sirmio e Nicomedia in Oriente[173]), in questo modo era possibile stroncare rapidamente i tentativi di incursione dei barbari, evitando che diventassero catastrofiche invasioni come quelle che si erano verificate nel III secolo. [217] L'unico dux che probabilmente dipendeva direttamente al MVM era il dux Raetiae I et II, le cui province appartenevano alla diocesi di Italia. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Dalle fonti storiche e archeologiche alle moderne ricostruzioni, The Cambridge Companion to the Roman Republic, Mare nostrum - les infrastructures, le dispositif et l'histoire de la marine militaire sous l'empire romain, Classes. Quindi a piedi, con lance o giavellotti, spade, pugnali ed asce, mentre solo i più ricchi potevano permettersi un'armatura completa, dotata di elmo e corazza. Portò ordine nell'amministrazione finanziaria dello Stato romano, attribuendo un salario e una gratifica di congedo a tutti i soldati dell'esercito imperiale (sia ai legionari che agli ausiliari) con la creazione di un aerarium militare. Tuttavia, la tendenza a utilizzare truppe alleate o mercenarie era aumentato a tal punto che queste finirono per rappresentare una quota notevole del totale delle forze. I 13 duces di frontiera orientali sono elencati nella Notitia per diocesi in cui risiedevano: Illyricum orientale (2 duces), Tracia (2), Pontica (1), Oriente (6) e Egitto (2). Ognuno era comandato da un magister militum, anch'esso dipendente direttamente dall'Imperatore.[212]. Esercito Romano. L’esercito originario di epoca arcaica era basato sul reclutamento gentilizio. [175] La presenza di due Augusti e due Cesari facilitava, infatti, la rapidità dell'intervento armato e riduceva i pericoli che la prolungata assenza di un unico sovrano poteva arrecare alla stabilità dell'Impero. Le file non erano compatte, ma suddivise in manipoli (ogni manipolo era composto da due centurie). Un'anomalia in Oriente è l'esistenza di due corpi di truppe di limitanei, in Egitto e in Isauria, comandati da un comes rei militaris, invece che da un dux, dipendente direttamente dall'Imperatore, secondo la Notitia. In prima fila combatteva la fanteria leggera (velites) e ai lati si disponevano i contingenti alleati (alae) e di cavalleria (turmae). [39] Questa riforma per il De Francisci potrebbe essere stata apportata da Tarquinio Prisco o dal successore Servio Tullio. E forse sempre in questa circostanza la legione potrebbe aver assunto la formazione manipolare. Inizialmente, infatti, quello del soldato non era considerato un mestiere, e conseguentemente non era retribuito. In età imperiale le legioni divennero stanziali per assicurare una difesa migliore ai territori imperiali. Sotto Augusto, con l'avvento dell'Impero, la leva è un diritto del principe, ed avviene in Italia e nelle province per cura dei suoi legati e di appositi ufficiali, in relazione ai bisogni dei vari eserciti. [3] Lo storico Theodor Mommsen si riferiva a questo esercito con l'attributo di curiato, un epiteto che faceva riferimento alla presunta strutturazione dell'esercito secondo le suddivisioni delle curiae, le tre originarie tribù della fondazione di Roma: i Ramnes, i Tities, e Luceres. Il periodo caotico 406-25 probabilmente provocò ripetuti cambiamenti ad hoc nelle relazioni tra comandanti e subordinati a seconda delle necessità del momento, confondendo il redattore finale della Notitia che, presumibilmente, decise di mostrare tutti questi ufficiali come dipendenti direttamente al MVM. In generale nel periodo tardo imperiale la cavalleria era divenuta l'elemento di eccellenza dell'esercito soppiantando la fanteria. Vegezio, autore di un manuale di strategia militare redatto tra la fine del IV secolo e la prima metà del V secolo, si lamentò per l'imbarbarimento progressivo dell'esercito romano, il quale, cominciando a combattere alla maniera barbarica, perse il suo tradizionale vantaggio nella superiore disciplina e strategia militare; lo stesso Vegezio si lamentò per il fatto che l'imperatore Graziano avesse permesso ai suoi fanti, probabilmente di origini barbariche, di non indossare più elmo e armature, esponendoli maggiormente alle armi nemiche e portando come nefasta conseguenza a diverse sconfitte contro gli arcieri goti. [100][101] Ogni coorte era formata da tre manipoli oppure da sei centurie, composte a loro volta da un centurione, un optio, un signifer, un cornicen (che si alternava con un tubicen nello stesso manipolo, ma dell'altra centuria) e 60 legionari, per un totale di 64 armati a centuria, ovvero 384 a coorte. La riforma di Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, riguardò la sola classe dei cavalieri, aumentandone gli effettivi. manipulus singolare, manipuli plurale, da manus, ovvero "mano"), è pertanto utilizzato in contrapposizione con il successivo "esercito legionario" tardo repubblicano e alto imperiale, che era incentrato invece su un sistema di unità chiamate coorti. [180] In particolare, secondo lo storico Zosimo, questo nuovo assetto fu la causa del progressivo stanziamento delle popolazioni barbariche nei territori imperiali, nonché il degrado dei centri urbani in cui venivano acquartierate truppe eccessivamente numerose. Gibbon (Capitolo XVII) narra che molti giovani si tagliarono le dita della mano destra pur di non essere arruolati. I secondi erano esclusi dalla linea regolare di battaglia, in considerazione della qualità scadente del loro armamento[35] Nel corso della riforma, questa grossolana divisione binaria tra cittadini più poveri e cittadini più ricchi fu ulteriormente affinata su più stratificazioni. Da qui l'espressione latina "Res ad Triarios rediit" ("essere ridotti ai Triarii"), quando si è in difficoltà.». La flotta, da allora in poi, diminuì in grandezza, in parte perché un Mediterraneo pacificato sotto il dominio romano non richiedeva una grande sorveglianza navale, in parte perché i Romani, in questo periodo, scelsero di far affidamento su navi fornite dalle polis greche, la cui popolazione vantava una superiore esperienza marinara. [24], Si dice però che Romolo, quando la città di Roma si ingrandì e si unirono i Sabini, abbia deciso di raddoppiare le sue truppe in: 6000 fanti e 600 cavalieri. L'imperatore. [189][190], Egli, oltre ad apportare la suddetta divisione dell'"esercito mobile", rovesciò l'assetto complessivo dell'apparato bellico romano definito dal suo predecessore Diocleziano: fu espansa a dismisura la componente mobile ed indebolita quella di frontiera. Oltre ad essi, vi erano 3 comitatus regionali, in Illyricum orientale, e nelle diocesi di Tracia e di Oriente, comprendenti per lo più truppe di rango comitatenses. Fifth century Gaul: a crisis of identity? Prima della battaglia di Adrianopoli, ai barbari che migravano nell'Impero con il permesso dell'Impero (receptio) oppure come prigionieri di guerra non era permesso di conservare la loro unità di popolo: alcuni venivano arruolati nell'esercito, mentre il resto veniva sparpagliato per un'area vastissima come contadini non liberi; in questo modo l'Impero rendeva inoffensivi i nuovi arrivati, e li romanizzava. La leva del 403 a.C. fu la prima a essere richiesta per una campagna che durasse più di una sola stagione[51] e da questo momento in poi tale pratica divenne gradualmente più comune, se non proprio abituale. [49] Qui di seguito una tabella riassuntiva: Anche dopo la caduta della monarchia, la componente principale dell'esercito romano rimase la legione, e solo ai cittadini romani era consentito arruolarsi, dovendo essi stessi provvedere personalmente al loro equipaggiamento, come nella tradizione degli opliti greci. Le classi censitarie erano sei, dalla più alla meno ricca: la prima forniva 18 centurie di cavalieri e 30 di fanti, la seconda e la terza 20 centurie di fanteria pesante ciascuna, la terza 20 di fanteria leggera, la quinta 30 di arcieri e frombolieri, mentre la sesta (proletarii, nullatenenti) forniva 5 centurie di supporto logistico (artigiani, falegnami, fabbri, marinai, trombettieri). [237] Privato dell'esercito delle Gallie ed essendosi ridotti i possedimenti imperiali nelle Gallie a Provenza e Alvernia, l'Impero non era in grado di difenderle con il solo esercito d'Italia e nel 475/476 le due regioni furono conquistate dai Visigoti di re Eurico. Il soldato romano tardo-imperiale indossava un elmo del modello Ridge (con una calotta costituita da due metà saldate insieme da una cresta metallica) oppure Spangenhelm (con una calotta conica costituita da sei piastre), la lorica hamata sopra una tunica a maniche lunghe (finemente ornata quella degli ufficiali). E sempre Romolo sembra fu il primo ad aver distribuito personalmente ai soldati la terra conquistata in guerra. [89] Quale conseguenza, sia la società romana, sia il suo esercito, divennero sempre più proletarizzate. L'esercito manipolare si basava in parte sul sistema di classi sociali e in parte sull'età e sull'esperienza militare,[64] e rappresentava quindi un compromesso teorico tra il precedente modello basato interamente sulle classi e gli eserciti degli anni che ne erano indipendenti. Prima di queste riforme, la fanteria era divisa nella classis dei cittadini ricchi e nella infra classem dei cittadini più poveri. L'esercito romano subì notevoli incrementi nel corso della sua storia, almeno fino a quando Roma riuscì ad occupare l'intero bacino del Mediterraneo. [173] Il nuovo imperatore dispose, prima di tutto, una divisione del sommo potere imperiale, dapprima attraverso una diarchia (due Augusti, a partire dal 285/286) e poi tramite una tetrarchia (nel 293, tramite l'aggiunta di due Cesari),[174] compiendo così una prima vera "rivoluzione" sull'intera struttura organizzativa dell'esercito romano dai tempi di Augusto. I coscritti dovevano soddisfare certe condizioni giuridiche e morali: I riconosciuti idonei prestavano giuramento e passavano quindi nei reparti d'istruzione. A queste vanno aggiunte le unità scelte dell'esercito, le quali erano unicamente di cavalleria, ovvero le scholae palatinae ("reparti di palazzo"): Armaturae, Gentiles e Scutari. L'esercito romano devi quindi evolversi e trasformarsi in una macchina bellica più efficiente: giustamente gli autori sottolineano come il III secolo non sia un'età decadente, tutt'altro. La storia dell'esercito Romano è una storia lunga come i secoli che attraversa, se inizialmente combattere per difendere Roma era un privilegio, oltre che un dovere, con il passare del tempo divenne anche un lavoro. I principali gradi gerarchici delle unità tardo-imperiali erano: tribunus (comandante), vicarius (vice-comandante), draconarius (colui che trasportava il draco e/o lo stendardo), bucinator (trombettiere), campidoctor (simile ad un sergente e forse al centurione), semissalis (veterano) e pedes (soldato semplice di fanteria). Il tribuno Avienus, membro della X Legione, fu scacciato da … L’esercito romano era ben organizzato e numeroso. Venivano scelti solo uomini appartenenti ad una delle tribù gentilizie adatti al combattimento per un totale di 3000 fanti (pedites) e 300 cavalieri (equites), suddivisi rispettivamente in 30 centuriae e 30 decuriae. I legionari, inquadrati da un corpo di ufficiali di professione - i centurioni - erano addestrati all’uso delle armi, a marciare, ad allestire il proprio campo, a schierarsi ed infine a manovrare in battaglia. essi comprendevano unità principalmente di rango palatino. [29], Secondo Pietro De Francisci i primi eserciti erano formati dalle gentes, unitamente ai rispettivi clientes. Ordinem servate. Mario a sua volta modificò questo schieramento, suddividendo semplicemente la legione in unità di 600 uomini dette cohortes. Il servizio durava invece fino ad un massimo di 16 anni. [15] La cavalleria era di molto inferiore in numero e consisteva probabilmente unicamente dei cittadini più ricchi della città. Figura 6a (sin): Lastra tombale lucana (IV sec. III - Dal III secolo alla fine dell'Impero d'Occidente. Scheidel, W., 1996, "Measuring Sex, Age and Death in the Roman Empire", Il termine è usato, occasionalmente, come un antico nome dei cavalieri romani: in, Nei circa due secoli che separano la Seconda guerra punica dall'avvento del Principato di Augusto si è calcolato che in media era impegnata ogni anno nell'esercito il 13 per cento della popolazione maschile sopra i 17 anni, con punte del 30 per cento (, Tale affermazione costituisce una congettura fondata sul fatto che l'ultimo a citare l'utilizzo del manipolo sia stato, Una forte guarnigione romana veniva posta nella nuova città di, Secondo Giorgio Ruffolo la cifra di un milione di uomini sotto Costantino è esagerata (. [100] Era, inoltre, abolita sia la cavalleria legionaria, sia i velites (ovvero la fanteria leggera), che furono però sostituiti con speciali corpi di truppe ausiliarie o alleate, a supporto e complemento della nuova unità legionaria. Le unità di cavalleria dell'esercito romano tardo imperiale erano le vexillationes (palatinae, comitatenses o pseudocomitatenses). Il comandante della flotta era il praefectus classis, quello della nave navarco (nauarchus). A partire dal 460, l'esercito occidentale era in larga parte dissolto. Egli intanto, arruolava soldati, non come era nell'uso di quel periodo, per classi sociali, ma anzi accettando tutti i volontari, per la massima parte nullatenenti (capite censi).», In un processo noto come 'riforma mariana', il console romano Gaio Mario portò avanti un programma di riforme dell'esercito romano[65] Nel 107-104 a.C., tutti i cittadini potevano accedere all'arruolamento, indipendentemente dal benessere e dalla classe sociale. Il loro treno dei bagagli era dunque più voluminoso e proporzionato alla carica gerarchica. Per necessità tattica, le legioni erano quasi sempre accompagnate da un numero eguale o superiore di truppe ausiliarie più leggere,[98] che erano reclutate fra i non cittadini dei territori sottomessi all'Impero. [67][68] L'arruolamento delle 4 legioni avveniva con l'estrazione a sorte delle tribù tra i 24 tribuni militari, e quella che era stata via via sorteggiata era chiamata dal singolo tribuno. Oltre ai Visigoti, che alla fine ottennero, dopo molte altre battaglie contro l'Impero, la concessione dall'Imperatore Onorio di fondare un regno federato in Aquitania (418), altri popoli come Vandali, Alani, Svevi e Burgundi (che entrarono all'interno dei confini dell'Impero nel 406) ottennero, grazie alle sconfitte militari che inflissero a Roma, il permesso imperiale di stanziarsi all'interno dell'Impero. [212] Tuttavia, i decreti imperiali del ca. La legione contava così 3.840 fanti. Dopo un periodo di frenetica costruzione, la flotta crebbe enormemente di taglia fino a 400 navi, sul modello cartaginese. Mandata captate. Spaul interpreta alcune unità aventi lo stesso nome e numero, seppure attestate in province differenti nello stesso periodo, come la medesima unità, in un atteggiamento estremamente cauto ed ipotizzando si spostino con una certa frequenza; al contrario Holder le considera unità totalmente differenti e quindi sommabili nel computo complessivo. [69], I cittadini romani erano, inoltre, obbligati a prestare servizio militare, entro il quarantaseiesimo anno di età, per almeno 10 anni per i cavalieri e 16 anni per i fanti (o anche 20 in caso di pericolo straordinario). Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post. A partire dal IV secolo, pur rimanendo formalmente l'obbligo generale al servizio, alcune categorie di cittadini sono avviate alle armi, mentre altre ne sono esentate. [89], In aggiunta, la carente disponibilità di manodopera militare appesantì il fardello sulle spalle degli alleati (socii), a cui toccava procurare le truppe ausiliarie. Per questi motivi egli introdusse per primo la coorte, elemento intermedio tra l'intera legione ed il manipolo. L'esercito romano era formato esclusivamente da uomini liberi. Il testo analizza non solo (e in modo minuzioso) l'armamento dei soldati, ma tratta delle condizioni del … L'età minima per i volontari (non più costretti a prestare il servizio di leva) era ora stabilita a 17 anni, quella massima a 46. Con l'inizio di questa fase, anche l'organizzazione dell'esercito subì una trasformazione strutturale. ... un andamento discendente sotto i Regni romano-barbarici dei secc. A quell'epoca, secondo la Notitia, vi erano in Oriente 2 eserciti presentali imperiali (comitatus praesentales), ognuno comandato da un magister militum praesentalis, il rango militare più alto, dipendente direttamente dall'Imperatore. [44] Si trattava di 2 compagini legionarie, una utilizzata per difendere la città e l'altra per compiere campagne militari esterne. 97161850587 Registro Regionale n. D4173 del 04/12/2008 - Ufficio Registro Roma n. I manipoli erano piccoli abbastanza da permettere, sul campo di battaglia, movimenti tattici di singole unità di fanteria, nel contesto del più grande esercito. Inoltre, qualunque resoconto avessero tenuto i Romani all'epoca, sarebbe andato distrutto quando la città fosse stata in seguito saccheggiata. [...] i Triarii si mettevano sotto i vessilli, con la gamba sinistra distesa e gli scudi appoggiati sulla spalla e le aste conficcate in terra, con la punta rivolta verso l'alto, quasi fossero una palizzata... Qualora anche i Principes avessero combattuto con scarso successo, si ritiravano dalla prima linea fino ai Triarii. Verso la fine del II secolo a.C. Roma si era trovata coinvolta in una guerra in Numidia dove, per la mancanza di attrattiva di qualsiasi genere, era quasi impossibile reperire nuove reclute. L'organizzazione interna dell'esercito romano descritta da Polibio nel suo VI libro delle Storie, è da datarsi al principio della seconda guerra punica (218-202 a.C.). Storia ed evoluzione Lo stesso ... della cavalleria se da un lato andava ad accentuare il carattere di maggior mobilità e "riserva strategica" del nuovo esercito romano nel su complesso, dall'altra riduceva le sue caratteristiche di esercito di "confine o sbarramento" che ne aveva caratterizzato il periodo precedente fin dai temi di Adriano. [227] In particolare le auxiliae palatinae erano costituite da 500 - 1000 fanti, generalmente con armamento leggero, più versatili delle legiones ed impiegabili anche in azioni di guerriglia e rastrellamento. Ogni fila di 1 000 armati era comandata da un tribunus militum, mentre gli squadroni di cavalleria erano alle dipendenze di un tribunus celerum,[12][13] mentre il Rex assumeva il comando dell'intero esercito e a cui spettava, inoltre, il compito di scioglierlo al termine della campagna dell'anno. Il numero degli alleati, in ciascuna legione, è in numero pari a quello dei cittadini, ma nella cavalleria è tre volte superiore", Fase I: L'esercito ebbe origine dal servizio militare obbligatorio annuale che incombeva sulla, Fase II: Con l'espansione dei territori cadenti sotto il controllo romano, e con l'accrescersi in grandezza delle forze armate, i soldati divennero gradualmente dei professionisti salariati. Il numero dei carri e delle bestie da soma devoluti a ciascun ufficiale è impossibile da definire. I soldati venivano, infine, sottoposti ad un addestramento che mai in precedenza si era visto. [237] Da un'attenta analisi della Notitia Dignitatum, possiamo ricavare che quasi la metà dell'esercito campale romano-occidentale andò distrutto nel corso delle invasioni del 405-420, e che le perdite furono solo in parte colmate con l'arruolamento di nuovi soldati, mentre molte delle ricostituite unità erano semplicemente unità di limitanei promossi a comitatenses, con conseguente declino dell'esercito sia in quantità che in qualità. La vera grande riforma militare di Diocleziano fu soprattutto di tipo politico. [65] Normalmente si arruolava una legione all'anno, ma nel 366 a.C. successe per la prima volta che due legioni fossero arruolate in uno stesso anno. iniziò la barbarizzazione dell'esercito romano, Questo imperatore licenziò i mercenari, preferendo pagare 500 000, appartenere a determinate comunità dell'Impero, nei periodi più antichi, che il chiamato potesse inviare al suo posto un sostituto. Il primo esercito romano, all'epoca di Romolo, era costituito infatti da fanti che avevano imparato a combattere dagli etruschi. Le sue manovre imprevedibili, repentine, affidate alle ali di cavalleria cartaginese e numidica, avevano distrutto numerosi eserciti romani accorrenti, anche se superiori nel numero dei loro componenti, come era avvenuto soprattutto nella battaglia di Canne.