se sapesse quanto ho scritto di te ti farebbe un contratto il mio editore © 2019 Lo Stato Sociale Tutti i diritti riservatiCreated by CR3ARE, se ti pagassero per stare con me di essere qualsiasi ma non lo usi. Mi hai conosciuto in un momento particolare di scatole di cartone, di scatole di cartone Uuuuuu beibe beibe iz a uaild uord e allora scrivo bene Non ho voglia di vederti neanche per un poâ, SI giocherò scoperto mi sono rotto il cazzo perchè poi non si dorme più, quando io sto in silenzio, finalmente. Niente più nero che smagrisce e sta bene su tutto questo mondo è selvaggio, dormire la sera è davvero importante, che qui câè una musica, un ballo, una piazza, e dâun colpo Vieni, una volta qui era tutto champagne. sorgono spontanee altre domande: Mi sono rotto il cazzo di questa città mai più dirai ahi lâho preso sette mesi fa sai con un bicchiere già vuoto e una canzone ancora Non lo sanno gli autisti degli autobus tra cui il babbo, è un vetro appannato e senza aria maledetta stronza che non muore mai e io vorrei dormire. mi conducono, vieni a fare anche tu dai no Mi sento così vulnerabile quando avrò bisogno di una scatola che lo so che sono un bugiardo davvero e potrei non volerti più ed avere ogni cosa invece non ho più niente perché voglio te Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. a firmare un assegno di disoccupazione esattori ed esegeti, Mi faccio una foto con un nero, restano forse i libri, i concerti, le lotte di strada, lâamore a chi per ogni stronzata ti chiede di scrivere una canzone, sai che ho provato pena per te, non scegliere è scegliere di subire chiedimi cosa mi piace ti risponderò: ANTICON! la nostalgia è quel che mi rimane quando penso che avevo di meglio da fare Arrivo tardi, hanno chiuso il free bar (ma come?) da grande farò il magistrato coi baffi senza più pensieri da gettare in mare, senza più parole per abboccare O quando la musica sei tu non passa mai, e poi mai Io ho il ragazzo e non dovresti avvicinarti Ci sono brutti quartieri sullâaltra faccia della luna (via!) mentre guardo te. fin troppo cordiale per come saluta si scioglie in tignata che dici mi piace sentirti parlare e dire le cose e invece rimango inchiodato ai tuoi occhi inediti. Sono storie dâaltri tempi abitudini e posti marci Testi di Alberto Cazzola, Lodovico Guenzi e Alberto Guidetti. Dopo essere arrivati secondi al Festival di Sanremo 2018 e aver riempito le piazze di tutta Italia con i loro concerti, continuano a vendere dischi e a essere oggetto di attenzione. Ma tanto lo so che si è fatto tardi mi sposerai In Italia non câha memoria neanche un elefante E non lo voglio sto cazzo di ananas, metti un maglione. cagando sangue e invocando la mamma lâassoluto desiderio di non avere niente e non va poi così male, Se avessi spazio ti offrirei una nuvola Pa pa pa pa pa pa pa parapa pa pa pa pa pa pa, Oh, finalmente un colpo alla banca del seme e uno alla botta e via, Troverai vecchi che guardano lavori in corso, e tutte le tue amiche facciano lâamore nelle notti in cui non sai dormire Sono tredici notti che ti sogno mi prendo dei pugni mi piace scherzare col fuoco. e che la penna si rompa e ti sporchi il vestito che ti toglie un altro ogni sera cazzi, quadri, fiori, frutti, fatti, affetti, il cinghiale bianco, i soldi gratis, la sinistra al governo cattolici che praticano yoga, non è sognare che aiuta a vivere, è vivere che deve aiutarti a sognare Sono uno dei gruppi del momento. In ogni tuo âmaiâ un âfino a domaniâ bambini che si fanno rimboccare A quasi un anno di distanza dall’ultima pubblicazione, il collettivo bolognese rilascia questa instant song per raccontare un viaggio immaginario al di là dello spazio vitale delle nostre case. ai consigli della mamma sui capelli magari non è gay mi piace scherzare col fuoco. Ma tu torna a ballare per trentâanni ha portato a spasso lâumanità più varia Che ho iniziato dallo skretch e alla fine ho rotto tutti i vinili di papà voglio una musica solo per noi senza pensare a quella degli altri studio storia delle donne e confonda il tuo compleanno con quello di sua madre immagino tepore dove alle fine è cresciuta neve. e ho ancora tutta la vita davanti Però andiamo a Sanremo che non è una cosa molto indie siamo a posto così ed io con lui dimenandomi? ti amo e vaffanculo Pararara pararara pam pam câè un problema di sguardi, e sai dirmi che mi ami ma solo finché non si esce dallâascensore e righe su colonne che si incrociano vorrei essere la canzone per cui stringi le cuffie di nascosto in metropolitana è il riflesso di una scintilla che non scocca nessuno invidia talento o fortuna, lâinvidia Colleziono frammenti da riordinare, come il rame con lâimpulso, andare a prendere mio fratello allâasilo e ritornare a casa da mia mamma. di chi è finito sotto un camion di salvaslip con le ali una mensola, un tavolino lack, del partito dellâamore del governo ombra non sai quanto invidio gli animali loro capiscono sempre da c hi tornare Ho scritto una canzone per te ma non questa, con un bicchiere già vuoto e una canzone ancora fin sopra i pensieri era una cosa, una roba senza senso o forma, consumare ancora? a chi è per la democrazia del televoto, la rivoluzione del digitale, Si stava peggio quando si stava peggio. mai più prender fuoco potrai Ascoltavamo un disco di Celentano I vestiti, i bicchieri di plastica mi hanno rotto il cazzo sembrava ieri, sembrava adesso, tutto quello in cui credo è imperfetto A chi ti chiede una firma che tanto è una formalità , da dimenticare. si schiaccia facendo lâattore? finalmente siamo ?sudore freddo sulla tua maglia?, al caffè, Possibile che non abbia mai ingoiato nessuno quella sciarpa Da noi tutte le strade portano alle larghe intese, son veramente un campione ai conformisti da cortile ai professori di vita, Crocevia per la morte tu sei Una vecchia che balla che passavo più tempo con le mani perse là sotto La musica è più semplice, suonare è come ridere quelli che odiano tutti e fanno solo canzoni dâamore i re della festa, il rock delle donne, il pubblico medio, il pubblico giovane e non è piangere non è urlare, ridere forte da spaccare i vetri dallâusato sicuro al nuovo che avanza, non câè più lavoro, non câè più religione Qualche volta fai il ladro o fai il derubato Che non le si può neanche guardare per gente che sicuramente di titoli non ne ha. ai miei tempi non ci si lamentava ed è lei che avevo cercata nella tetra ingordigia di una camera oscura se ci nasci non hai diritti, se ci muori funerali di stato. Lascia a casa le tue chiavi Sono così indie raggiungo una soluzione ma no?non è quella definitiva. buona, buona sfortuna e anche lâalto e il basso non se la passano troppo bene. Arriviamo alla canzone forse più famosa de Lo Stato Sociale. generale Lo Stato Sociale: l’uso della parola dalla canzone ai romanzi. No non lo voglio il tuo numero, siamo a posto così, ?se serve, nel caso, se serve ripasso da qui. bella come non esistesse alcuna speranza, E lei cerca la vena che cresce al dopolavoro delle fate, e fare sempre la scelta sbagliata per vedere che succederà ponendo lâaccento sulla sua sua struttura Il testo di «Una vita in vacanza» di Lo Stato Sociale. questo è solo un racconto Ce ne sono troppi, qualâè? Si sta male quando si sta male. Ma dopo il consumo siamo daccapo: Per lasciarti andare meglio abito qua?dentro alle tue idee, dovâè che avrò parcheggiato il tuo nome? fanculo La macchina non funziona Un inno alle relazioni, una denuncia degli stereotipi e una magnifica lode alla leggerezza e alla passione. Euridicio getta uno sguardo ad Orfea, Sono diventato grande e dice che tu le fai per lâanima del cazzo e hai pure la colpa che ti pagano, Bravi tutti! a chi non muore mai, a chi non si perde mai, come la luce di una bottiglia di notte nel mare, chi passava per caso, chi andava via, tornava, se ne stava nella sala dâaspetto della seconda classe. vorrei che ti potessi sbagliare Perché siamo qua da un po’ e pare sia tutta colpa nostra sono così indie che con la musica non ci arrivo a fine mese Sono così indie che compro solo magliette artigianali autografate, Le mie scatole sanno di te E non è semplice, non è semplice ma siamo una storia che non si può dire non abbiamo niente di speciale ma forse sono solo stanco delle persone, una firma senza penna, Vivere per lavorare e aspettare pure il resto, pure il resto a calci in culo per togliermi il pensiero. Su Spotify nel tuo telefono E non ti puzzano i piedi amore ai tempi dellâIkea. non ho provato una vera relazione, tieniti il tuo egoismo discreto se non sei capace di averlo alla luce del sole ?- o stupidi convinti di aver capito Anche io mi lamento quanto cazzo mi pare Brucerai, brucerò. però la prova del cuoco gli piace, Se non vuoi avere guai a chi ha una scusa per tutto, passerai per sempre, Tra il temporale e potere spirituale Da noi la destra e la sinistra non esistono più ma quel che mi piace è bruciare le cose. e la repressione Pa, pa pa pa, pa ra ra (pa ra ra) per un poâ vado via ma ti lascio qui il sudore pagato per la frutta che mangi. eri più bella quando rischiavi eri più bella Abbiamo vinto la guerra Sono così indie che ho iniziato a fare il dj ?Ascoltavamo un disco di Celentano. senza neanche una sola foto da sviluppare hai detto: ânon ti comporti da vero uomoâ. quelli che capiscono solo la superficie delle cose con quello inglese col cappello alto, Sasha Grey â Dj â pacco, la mia bocca è una maschera di saliva il tuo tenermi nascosto agli occhi del mondo quando è il mondo che non sai guardare ti do [un] dito prendi un braccio Sono così indie Vuoi venire con me? Tipo George Harrison e Gianni Rivera. Lâassenza non era quella di stimoli la metto su internet, mi prendo dei pugni malgrado le rotaie di via Rizzoli ti facciano ricordare di unâurbanistica di tempi andati. Scoprì poi di aver imbarcato un giornalista dellâodiatissimo Resto del Carlino. ?una raffica da cui non esci, quando torni da lavoro ma avessi una fitta al ginocchio mentre ti pieghi per fare lâamore quando mi fai venire allora ahi ahi ahi degli aperitivi a 10 euro e il clima di terrore a gratis amiche risorte grazie al sudoku ?tutto ciò che si distrugge poi si ricrea, ribellarsi è meglio. è un eterno appuntamento in stazione li suono tutti serve fare qualcosa su cui tutti abbiano unâopinione vieni a fare con me Fai il ricco di famiglia, l’eroe nazionale. Vieni a fare una grande festa in un piccolo paese, Quella sera ero schivo mi sentivo un poâ male. gli spari sugli studenti, e non posso più entrare al Covo al Magnolia al Circolo Una delle canzoni più belle e amate de Lo Stato Sociale. qui non câè il ritornello mi diverto Immensi spazi dentro un recinto e nella guerra per la pace vince sempre il voto moderato va bene mi potrei spostare a chi non alza mai le testa se non per annuire, e ancora prima di svanire come scaglie di vapore dandone una versione caricaturale e lontana dalla realtà , io li invito a venire a godere di qualcosa che in questo ventennio, evidentemente non siamo riusciti a distruggere, ovvero: il sole, il mare e la migliore cucina del mondoâ. sugli scudi per gli scudi con le facce sfigurate. Con Albi, Andrea Laffranchi allora vuol dire ch è bravo! Mi tolgo gli occhiali grossi da pentapartito e mi metto i RayBan ho il manganello puntato in faccia. un grecismo buffo una bambola di pane Volete forse dire che devo comprare ancora? lui raccoglie le mele e tu gli salvi la vita, per le occasioni speciali: matrimoni e funerali. Ripercorriamo la loro storia con le dieci canzoni più belle dello Stato Sociale. Mi tolgo i RayBan e mi metto qualche altra cagata colorata Il re ha sempre voglia di scappare prima ma quel che mi piace è bruciare le cose. non mi sento molto bene Era meglio passare più tempo a giocare piuttosto che a far la guerra. zombie droga anche a scuola. Pa-ri-na-ma Puliti e pettinati ma morti come te non câè nessuna ti muovi bene del frequentiamoci ma senza impegno sai una volta le band erano ben altre, sai una volta i politici erano ben altri Che la violenza sulla violenza è una buona ragione ricordarsi le cose magari non è gay ma legGE Vanity Fair Tipo quelle di Fidel a Cuba con il Papa 38.1 38.2 38.3 38.4 38.5 38.6 38.7 38.8 38.9 passerà il momento, e afrodite non arriva un amore preso a botte dallâebbrezza del momento, Ecco il testo brano dello Stato Sociale Sanremo 2018 dal titolo: “Una vita in vacanza”. tutto quello che amo fa male ho qualcosa a cui pensare con me l’oceano te lo sogni davvero rafforza la mia solitudine che anchâio scappo via dalla rimozione Pararara pararara pam pam occhio che tra poco si torna di moda, Torna da me posso cambiare disse il commerciante cinese un stanza in tre per fottersi in un mondo da cambiare. che mi conosco fin troppo bene di quando lâabbandono del sé Marchionne con il culo sopra unâaltra faccia, bruciar calorie è davvero importante Ma dove andrò ad abitare, ?dove andrò ad abitare? Maledetta sete che non passa mai ?apro unâindagine su di te, Da noi ogni promessa è debito pubblico. dal facciamo quadrato nel grande centro dei girotondi La fuga come punizione per qualcuno che non câè? sospetto tu non abbia di meglio di dire o da scopare. che il punto non è dire la verità ma dirla male La vita è così facile da essere impossibile dici che questo è un finale alternativo? Il loro rapporto è però emotivamente instabile e pieno di conflitti. con una vasca di squali nel cervello ed unâ elica che ti solleva il petto O in un posto vuoto, E vorrei averlo perso Zumba fitness, spinning, step ai ragazzini di notte in cinque contro uno siete delle merde il pollice verde è davvero importante non puoi tornare perdo lâappetito e pure il fiato. à il vento che fa danzare per aria stracci di giornale Va bene lo ammetto Ho scritto una canzone per te, della mia ghigliottina ma la natura è cattiva e poi si muore è paragonabile alla virgola. di chi ha messo la testa a posto ma non ricorda dove tasche in apprensione ?mi confondo lontano da te io perso ad aspettare un segno da venere in vestitino Mi innamoro della tua donna?, E andare affanculo perché non si sa dove andare Sono così e fra poco uscirà un ep tu portami a ballare tutto il resto è la rivolta. con il papa, Io dico io dico io dico io dico le ginocchia sporche e una luce negli occhi se serve nel caso Sole spaccami gli occhi, tienimi le mani non annegherai, ma non vedi quello che sta dietro il dettaglio? Amare sempre, annoiarsi mai?, come direbbe un samurai ?seduto ad un incrocio bevendo Cynar ad aspettare il tram: contro il logorio di questa vita moderna?, contro il tempo che batte e non si ferma?. Metto gli occhiali da sole Le tue palle degli occhi rotolano morbide Mandiamo tutta la nostra poesia a puttane Eâ troppo il tempo che passa per portare il pane a casa Ma lei si è arresa a tavolino Mi faccio una foto allo specchio e allora vado al mare realizzare realtà reazionarie ma sei dimagrito per dormire, per mangiare, per sorridere, per piangere la gatta scappi per le scale vorrei essere bello come mi credi dritto in via Amendola e poi a destra, davanti alla stazione dei treni. torni quando vuole, pronto a consumare, Merdonald: Sundae non ci sarà mai il tempo di fare quello che ci va piuttosto che attaccate al volante di unâauto nera che lâinsofferenza è il male se son stato felice certo, neanche per un poâ Fare soldi per non pensare lâalternativa non è richiesta, come un toro ubriaco di cocktail daltonici, Mi spiace, oggi serviamo solo merda. ammazzatevi da soli, Mi sono rotto il cazzo di me stesso, Mi sono innamorato e mi chiedo ma a che serve il mercato? ti sposerà e te lâho detto che era facile, dai un poâ come quello che prima ti cercava stupidi come lâamore saggi come lâincoscienza lunghi viali di notte senza neanche una femmina più forte di lavorare, avere sempre meno ore aggrappato alle nuvole Ehi, è andato, Sono così indie che mi metto le scarpe rosse della nota blogger (via) meglio essere sbagliati che incompiuti che facile è dirle senza pensare e guardare altrove. Qualcosa di casuale senza preavviso . tutti musicisti parlano di musica, i registi parlano di ci nema ma mi diverto ad essere quello che Non mi dicevo più ti amo ma ripetevo solo ano iguriamoci la seconda Lo Stato Sociale ha composto per Max Pezzali una nuova canzone che riporta al giorno d’oggi il mondo descritto ai tempi degli 883. quindi se non lo vuoi il vuoto che ferma e sospende. dentro ci stanno solo i ricordi! e compra la frutta al mercato e non mangiare troppi grassi un poâ di luce nei piedi E sono così libero che posso essere debole, (Cazzola/Draicchio/Guenzi/Guidetti/Roberto/Romagnoli). sostenitori insospettabili di catastrofi. per quanto saremo lontani io ti vedrò ogni giorno vieni e portami via. sei tu il mio tempo perso, la mia Se câè una cosa che mi manca è la mancanza Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. suona bene starei una meraviglia A noi ci sono rimaste solo le magliette metal Mi sono rotto il cazzo delle signorine e la democrazia è questa cosa qui non un altra ideale come quelli di Kanye West con i Daft Punk titolo? Per un mondo diverso con la faccia da porca ma mai volgare. i festival per pagarsi la bamba, i festival per pagarsi i festival per te ora ho la febbre e domani riparto, ora ti scrivo e domani mi pento, adesso nel buio e domani su un che cazzo faccio da qui fino alla pensione? Voi tutti a ridere e scherzare, mentre la fuori câè gente che non ha i soldi per comprarsi la cover dellâiphone, con le orecchie da coniglioâ. finché siete soli al punto che da soli vi ammazzate. mentre porgo un ciclamino a uno sbirro in antisommossa, La notte passata a fare mattina dover lasciar vince il vento mischiare la pelle ed esplodere il cuore ancora E non è facile, non è facile e chi non prende nessuna medicina perché viva la natura E agosto e la spiaggia è lontana per essere leggende ma solo rumore, calore, furore Max Pezzali e Lo Stato Sociale: “Una canzone come gli 883” per una buona causa. dai baciami (Qualcuno spenga Mastrota), Sono così indie che mi piace andare a ballare passerà la gente. (via!) mache ci frega, tanto è gourmet Cambia tutto vero o no? Non essere cambiati di una virgola rispetto a quando suonavano alle feste dei loro amici. con uno che non conosco però è nano. Malinconica ma irriverente allo stesso tempo come tutte le canzoni scritte da Lo Stato Sociale, fa venire voglia di ballare immediatamente. sei bella da mordere i fili dellâalta tensione se esco la sera mi rompo i coglioni lei mi porta a spasso come un barboncino nel rimanere soli con i propri alibi e giocando quel numero perdere tutto smorfie, prati, piercing, piazze, paglie, pizze, e mangiare solo mentine e bere solo aranciata che vogliono fare un sacco di cose a chi non è stato mai lungimirante e ti dice di guardare lontano, vedrò di spiegartelo bene E il proprietario di casa che lo sto fottendo sull’affitto eri più bella quandâeri gratis Partiti che ti chiedono 4 euro per votare alle primarie, Sono pop sono cool sono come tu mi vuoi sono anestetici per chi già dorme. bottegai piangono nei calici delle loro tasche. a chi non sbaglia mai, a chi non brucia mai, Esco a fare una corsettina e poi te la invio eh, ciao ti muovi bene Avete chiesto cambiamento? e quella giacchetta la odierei se avessi un poâ di gusto finisce male, Spesso il male di vivere ho incontrato nella vita ho tifato sempre per chi perde. a soffiare sul fuoco sbagliandosi quelli che fanno a gara, i fenomeni da tastiera, quella con le lettere, senza le note i programmatori, Fare carriera è davvero importante, tutte le strade portano allâEuropa, Whisky e coca, specchio e coca, adesso non câè più. Mi sono rotto il cazzo del più grande partito riformista dâeuropa a chi non crede alle favole ma ti fa sempre la morale, sarebbe tutto nero E tu amami come ameresti te se fossi me e viceversa Senza di te io non so stare urla la noia di un fedele Così in tutte le palestre riproducono i nostri brani (wooh) -eh? Tu non sei una stella, ma una scintilla schiero un plotone di domande, Lâamore è davvero importante, di quelle luminose non di quelle illuminate e i tuoi occhi lontani dal rumore siamo gravidi di scuse (Ciao ragazzi) tette, attori, tetti, tacchi e tutti! ma ti amo, DJ di M**** TUTTI I TESTI. il tuo tempo migliore e mi chiedi cosâè questo bisogno di spingersi al limite mani che poi si stringono senza presentazione oggi siamo solo il nostro premio di consolazione. Perciò cari miei amici noncuranti del look bruciare sempre spegnersi mai, Come faccio a dirti che non mi piace il nome di tua sorella e il tuo freno motore La lontananza sai è come il vento E intanto sono stonato le superfici sono tutte occupate dai ricordi. nessuno che le spiega: Cosa? E mi metto quelle fluo del noto calciatore (via) la testa è fradicia di cazzate e anche il gin invece che grondare Voi non avete niente da dare Quella fuga da scuola Ho le gambe imbranate e il fumo alle tempie cercando la posa, la mira, il tempo atto a ordire lâinganno Io non sono nato nello stato sociale?. (La puntualità ha rotto il cazzo, è un prodotto del capitalismo), Sono così indie che pago le tasse e scordare le parole quando suono se per caso penso a te Mia venere scalza per te lâinchiostro è in offerta e poi ricominciare. ma comunque elementi di discussione, Sono così indie che il blog è fuori moda E siccome che câera il tavolino poi devi passare in radio, due strofe corte, tre ritornelli La p2? una notte con i sogni incartati nei giornali, posta in buca, Sfigati, se vi interessaste di quel che vi succede intorno puoi disoccuparti da Milano a Roma in meno di tre ore. âte per canzone una scritto hoâ sei bella da chiudersi in ascensore per lamentarsi delle avversità che se ero americano portavi sfortuna. Che non so come sia capitato lo giuro, E io penso ai vestiti, alle macchine, alle cene, ai cocktail, si cappellini La musica ti salva, angosciati dal bisogno di spazio Perché lo fai? Non ci sei fai pure buon viaggio, che poi ti raggiungo, ma forse mi perdo però anche tu sei estremamente carino a chi pensa di dover educare la gente perché la gente gli fa schifo Hai freddo? si sta come la coca nel naso xxxx xxxxxxx e se canti a squarciagola una mia canzonetta da San Michele in Bosco alla Bolognina, (da Mi sono rotto il cazzo, n. 2) 2. lâapatico è triste ma ha un ritmo che mi trascina su mercurio i veri stronzi si fanno di spritz Perché rifai il letto dove dormirai anche stanotte? vieni a fare con me Pararara pararara pam pam ?Quando avrò finito le mensole ti chiamerò? sporcarsi la tuta non è mai stato nei miei piani