Lucio abitava a Santa Lucia e mi venne a prendere alla stazione con il suo vespino verso le 9 di mattina. Il giocatore simbolo degli anni ’70 è Gianfranco Zigoni. -Un tifoso modenese venne diffidato per due anni, per aver rotto il setto nasale alla fidanzata, dopo che aveva scaricato la sua rabbia su di lei perchè la squadra che stava perdendo a Gubbio, durante il … “Zigogol” è il giocatore che ha la possibilità di cambiare il volto di una partita, l’ultimo santo a cui votarsi quando le cose vanno male. E meno male che avevo la bandiera, perché i miei “colleghi” si potevano difendere solo con le mani. Un’altra particolarità del tifo veronese in chiave “sonora”, sono i cori atti a denigrare l’avversario, sia nel senso di tifoso che in quello di squadra o singolo giocatore. La curva sud si distingue anche per le coreografie che culminano nel momento in cui le squadre si dispongono in campo. I genoani li conobbi di lì a un minuto, forse meno. Non si tratta solo di risse: in più occasioni, nei dintorni del Bentegodi, vengono trovate bottiglie molotov, spranghe, catene, pugni di ferro. Lucio con i numeri era un mostro e, in effetti, passammo il resto della mattinata a studiare. Ricordo quella domenica minuto per minuto e posso dire, senza ombra di dubbio, che quel giorno cambiò la mia vita. (E sia detto anche alle ragazze)" (Achille Campanile) Spettatori e/o tifosi di Nicola [...] gli scontri fra le Red-white panthers del Vicenza, di sinistra, e le Brigate Gialloblu di Verona, di destra), devastazioni fuori dagli stadi, azioni di guerriglia, attacchi alle ...Leggi Tutto La potenza del coro era davvero impressionante. È così e basta. Inevitabili gli scontri che la polizia frenò dopo diverse cariche. Il Genoa si portò sul 2-0 e dalla curva opposta arrivavano sempre più fitti gli sfottò. Sembra impossibile che all’epoca le tifoserie non fossero divise, ma era proprio così, anzi: il Bentegodi fu il primo stadio in Italia, fin dalla metà degli anni ’70, a disporre le tifoserie ospiti nella curva opposta, a meno che non ci fossero buoni rapporti con le BG. Scaramucce prima di Bologna-Verona 1996/97, zona Bocciofila, prima della gara (tra F.U. Nella stagione 1981-’82 dopo 2 anni di purgatorio, la nuova dirigenza (che vede al vertice Guidotti e Chiampan) riesce ad allestire una squadra competitiva affidandola ad Osvaldo Bagnoli. Log into Facebook to start sharing and connecting with your friends, family, and people you know. Ma non eravamo venuti per una partita di calcio? Qualcuno dei milanisti riesce a prendere un lembo di uno striscione veronese, tirandolo verso il basso fino a quando non si strappa. Ci fermammo ad un bar dove un'altra decina di ragazzi, con vespette e ciao bordati di gialloblu stava muovendosi verso la stadio. Un sentimento di patriottismo mi si insinuò dentro e, nel bene e nel male, da allora sono sempre stato onorato di essere veronese e la maglia gialloblu è il simbolo della mie radici. Ma perché tutto ‘sto casino per la bandiera di Lucio? Il 1977 è l'anno nero per gli scontri con juventini, milanisti, bolognesi. Pochi anni prima, nel 1987, dodici tifosi del Verona appartenenti alle Brigate gialloblu erano stati arrestati in seguito ai violenti scontri di Brescia-Verona e condannati per “associazione a delinquere”. Degli scontri con i bolognesi nel 1973 si è già detto. Tifo "Giovinotti, non esageriamo! Solitamente, quando il resto delle tifoserie si era adeguato alla curva veronese, imitandola, le BG erano già oltre, pronte a proporre qualcosa di nuovo. Sono passati più di dieci anni dalla fondazione delle BG e la realtà del calcio è cambiata radicalmente, così come sono cambiate le curve. Sempre nel 1973, il famoso 20 maggio, le BG si fanno un nuovo nemico. La bandiera era in salvo ma il vespino di Lucio non ne era uscito molto bene. Brigate Gialloblu: "Maggio 1999 l'inizio dei problemi" Commenti ridotti delle Brigate dopo gli scontri: "I tifosi di Ancona conoscono la verità!" Le canzoni prodotte dalla curva sono davvero tante, difficile farne un censimento completo, quel che è certo è che, mentre le altre tifoserie si cimentano con brevi slogan scopiazzati l’uno dall’altro, le BG si distinguono nel proporre vere e proprie canzoni, anche in dialetto, seguendo arie popolari. Probabilmente, l’attrezzo bellico è stato lanciato proprio dalla curva sud e, solo per una fortunata coincidenza, la seconda “sicura” ha tenuto impedendo l’esplosione. Prima ancora di salire le scale della curva sud fui investito da un urlo assordante: “Genoa, Genoa: vaffanculo!”. !” Mi arrivarono due schiaffoni e un pesante calcio in culo ma la bandiera non la mollavo di certo. Vincemmo 3-2 e alla fine anche gli altri settori dello stadio accompagnarono le Brigate nei cori, applaudendo a lungo quegli 11 eroi. Sono anni bui per la città e la provincia, non solo per le intemperanze di alcuni pseudo-tifosi: Verona diventa uno dei crocevia europei della droga e conta decine di vittime. Ma non si trattava di un fulmine a ciel sereno. Ci accerchiarono in una ventina (noi eravamo in sei, nove se si contano Lucio e gli altri che erano dentro il bar) e in effetti la prima cosa che tentarono di fare fu proprio di impossessarsi della bandiera gridandoci “veronesi fascisti di merda”. Le BG prendono le distanze dai “teppisti” che si infiltrano in curva sud ma i disordini continuano. Mi sgambettarono e caddi prima addosso al vespino che si rovesciò a terra, poi sul marciapiede dove fui raggiunto da qualche calcio alle gambe. Siamo all’8 maggio 1983, a una penultima di campionato che proietterà Verona alle vertiginose altitudini della Coppa Uefa, con noi ancora incerti della salvezza. e ex-Brigate Gialloblù la rivalità era molto accesa, anche per motivi politici, almeno a quei tempi). Tutte le mattine prendevo il treno alla stazione di Nogara per recarmi a scuola in città e lo presi anche quella domenica: dovevo fare una full-immersion di calcolo compustico con Lucio, il mio compagno di banco, in vista del compito in classe del lunedì mattina. Poi le squadre entrarono in campo e la curva si trasformò in una via di Rio durante il carnevale: bandiere, trombe, tamburi e un muro di voci all’unisono. Ci ciapo ciapo!”. Di sicuro c’è che la curva sud non perde assolutamente il suo ruolo di primo piano come fattore di aggregazione per i giovani della città e della provincia. Intorno a me molti scuotevano la testa: come si faceva a recuperare un tale svantaggio? Adesso vado allo stadio raramente e mi posiziono nella gradinata superiore, vicino al gruppo del 1° febbraio. Ne più ne meno di quanto sia assurdo giustificare le tante guerre che ci sono nel mondo. Con il campionato 1978-’79 finisce l’era Garonzi e il Verona torna in B. Il primo torneo nella serie cadetta, preceduto da una campagna acquisti che non promette un campionato di vertice, vede il Bentegodi svuotarsi, curva compresa. Le Brigate Gialloblu quindi, sono ancora vive e vegete. Io ero davvero scosso, e se prima non avevo avuto paura, adesso mi stavo cagando addosso: mi ero sporcato i jeans, il giubbotto, mi faceva male una gamba e la scarica di adrenalina mi lasciava adesso tremante. Non c’era il porto, non c’era il retroterra industriale, non c’era nemmeno uno squadrone come quello dei “reds”, ma in città e provincia nascevano come funghi gruppi musicali (bands) che si ispiravano ai Beatles, agli Who, ai Cream, ai Kinks etc. Però tutti continuavano a cantare. Sulle Bg è stato detto molto, spesso parlando a vanvera o facalizzando solo alcuni aspetti, io posso dire che in curva ho stretto amicizie che mi porterò dietro per sempre e che la stragrande maggioranza dei frequentatori della sud erano ragazzi come me, non certo teppisti o delinquenti. La nascita delle "Brigate Gialloblu" avviene il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia. Brigate Gialloblu Una volta erano i guerrieri di Verona. Mi stavo proprio divertendo e quando uscimmo fuori da un sottopasso della ferrovia e mi trovai davanti (ancora in lontananza ma in tutta la sua maestosità) il Bentegodi, fui avvolto da un brivido. Talento naturale, autore di grandi assist e grandi gol, ma soprattutto personaggio estroso, egocentrico, con uno spiccato gusto per lo spettacolo. Forum Gialloblu: Muro: BG nel Mondo: Fori de Testa: Visti da Noi: Amici e Rivali: Wallpapers: Audio e Video: Area Links : Fermana-Ascoli: assalto al settore bianconero : La propensione a “farsi sentire”, ad esprimere l’appoggio alla squadra tramite la voce, è di chiara importazione inglese, del resto, uno dei vanti delle BG è sempre stato quello di ispirarsi, come stile e mentalità, ai colleghi d’oltremanica. Considerando che nello stile di vita dei coetanei inglesi, la frequentazione degli stadi era già una realtà all’inizio degli anni ’70, si intuisce facilmente come l’osmosi con i “turisti” veronesi abbia prodotto effetti anche sul tifo delle BG. I tafferugli iniziarono molto presto: dapprima risse, scazzottate, poi si cominciarono ad usare le aste delle bandiere e in curva iniziò ad entrare anche chi, con il pretesto della partita e la relativa libertà di agire in un gruppo, sfogava semplicemente la propria aggressività. Degli scontri con i bolognesi nel 1973 si è già detto. In un Bentegodi pronto a festeggiare la scudetto della stella milanista, dove solo nella parte centrale della curva qualche stendardo gialloblu rompe il muro rossonero, Zigoni & C. umiliano il Milan. Ma chi cazzo erano ‘sti genoani? Uno di questi tifosi (che ho incontrato per anni in curva senza sapere mai come si chiamasse davvero) mi mise il braccio attorno alle spalle, intuendo che ero un neofita, e mi disse queste testuali parole: “Non cercare spiegazioni: è assurdo picchiarsi per una partita di calcio. La tifoseria di destra, come la Lazio" - Duration: 7:24. Il mio rapporto con il calcio era molto semplice: qualche tiro nel campetto parrocchiale il sabato pomeriggio e ignoranza pressochè assoluta in fatto di squadre, giocatori e così via. Ero ancora scosso dalla rissa con i genoani, ma mi stavo riprendendo e, soprattutto, divertendo. Non mi resi conto immediatamente di cosa stava succedendo ma strinsi la mano attorno all’asta della bandiera ben deciso a non mollarla mettendomi a gridare: “Lucio!!! Nella partita contro la Juventus del marzo 1977, sulla pista di atletica dello stadio veronese viene rinvenuta addirittura una bomba a mano! È il caso di quelle con Sampdoria e, soprattutto, Fiorentina (le uniche di quel periodo ancora vive e vegete), ma anche con i granata del Torino e con i giallorossi della Roma i rapporti sono ottimi (con i romani l’idillio non durerà comunque molto). Curva aperta si diceva in precedenza, aperta anche ai tifosi avversari quindi. C’erano anche quelli, è vero, ma erano davvero una minoranza. Oltre a quello già citato, internazionale, con i colleghi londinesi del Chelsea, le BG stringono altre amicizie, alcune delle quali dopo essersele date di santa ragione! non solo come “suoni” ma anche come abbigliamento e, nei limiti del possibile, anche nello stile di vita. Per una corretta visione si consiglia l'uso del browser Microsoft Internet Explorer versione 5 o successiva con Javascript, Popup e Cookies abilitati. Ci avvicinammo al Bentegodi insieme al gruppetto che era intervenuto in nostro aiuto. –Civitanovese: antica rivalità, poi sono anche amici dei sambenedettesi, ai quali avrebbero donato lo striscione “Monticelli Bianconera”. Solo lo zoccolo duro rimane a sostenere una squadra che rischia addirittura la retrocessione in C. Il discorso non cambia nemmeno nel campionato seguente e la curva si spopola sempre di più (il campionato 1980-81 registra il minimo storico di abbonati: 2900). Il mio amico però era più incazzato per essersi perso il corpo a corpo con i genoani. A partire dalla stagione 76-77 il fulcro del tifo gialloblu è in Curva Sud, con le Brigate, mentre in gradinata il seguito dei fedelissimi fedeli a una linea non violenta e filo societaria vedono assottigliarsi le … Sarei stato suo ospite a pranzo, a cena e avrei pure passato la notte da lui. vis..l'ho detto che mi dispiace sia cos� lungo per� non mi sentivo di tagliare delle parti visto che � una storia che � durata 20 anni.. Ricordiamoci della fossa dei grifoni.. non sono di parte ma penso realista.. Secondo me anche gli Ultras Viola ( infatti le Brigate Gialloblu pare che sotto la Sud ne buscarono dagli Ultras Viola per� erano gli anni 70 cmq... ) lo sarebbero stati se non si fossero sciolti nel 1983 quindi avendo preso parte solo ai primi tre degli anni 80... � scomparsa agli inizi degli anni 90 la fossa.. Gemellaggio cn voi che si ruppe, ma gi� era abb logoro, quando in una partita di Coppa Italia nostra a Genova contro i ciclisti vi presentaste in curva doriana esponendo uno striscione molto visibile( poco prima di Italia 90). Oggi la generazione delle Brigate Gialloblu sul viale del tramonto, ma i giovani hanno ereditato la reputazione di questo gruppo, uno dei piu' temuti, rispettati e imitati del panorama ultras italiano. Il Verona fece il miracolo e a pochi minuti dalla fine, dopo aver pareggiato, segnò anche il gol della vittoria! Sull’onda del Verona di Garonzi, provinciale di lusso che si toglie spesso e volentieri lo sfizio di sgambettare le grandi, il Bentegodi diventa di fatto “il giocatore in più” e buona parte delle fortune dell’Hellas si consuma tra le mure amiche. LE BRIGATE GIALLOBLU E LA CURVA SUD DAL 1971 AL 1982, GLI ANNI '80 E LO SCIOGLIMENTO DELLE BRIGATE GIALLOBLU, Edited by Butel Giallo-Blu - 13/11/2005, 13:00, STORIA DELLE BRIGATE /=\ GIALLOBLU - Verona (comments), STORIA DELLE BRIGATE /=\ GIALLOBLU - Verona, Visto che in questo forum non ho visto questa discussione,da vero tifoso veronese mi sembrava opportuno inserire la storia di un gruppo che ha fatto la storia del mondo ultras di Verona e anche d'Italia : le BRIGATE/=\GIALLOBLU. Va detto comunque che Verona non è certo un’eccezione: la violenza negli stadi esplode in tutto il suo fragore e nel 1979, durante il derby Lazio-Roma, si registra la prima vittima: un tifoso laziale colpito da un razzo. Me lo spiegò bene Lucio, dopo il caffè, e devo dire che la sua descrizione di un calcio fatto di “grandi” che lottano per il titolo e di “provinciali” che lottano per la salvezza, un po’ mi appassionò, soprattutto quando mi raccontò dello sgambetto al Milan, nel ’73. Ogni contenuto è liberamente riproducibile. Lo stadio all’epoca era piuttosto isolato rispetto alla città, non c’erano ancora il palazzetto dello sport, i parcheggi e la tangenziale, in pratica, dietro la curva nord, c’era la campagna. Le BG, trascorsi venti anni intensissimi e frenetici, sono stati costretti a sciogliersi. Avevo 15 anni e frequentavo la seconda classe di un istituto tecnico a Verona ma vivevo in un piccolo paese della bassa. Rimasi senza parole: il campo, la pista di atletica, il formicolio sulle tribune e, soprattutto, la marea umana intorno a me che scandiva la marcia trionfale dell’Aida: “Alè, forza Verona alè…”. Tra l’altro non capivo cosa volesse dire “salvarsi” applicato ad una squadra di calcio. Nel 1976 alcuni esponenti delle BG stringono un gemellaggio storico con una curva inglese: quella del Chelsea, squadra conosciuta più per le intemperanze del proprio pubblico che per i meriti sportivi. -Milan: negli anni ’80 gli viene sottratto lo striscione “Brigate Rossonere sez. A Fermo petardi sull'Ancona Calcio! Per la prima volta nella mia vita mi era reso conto di appartenere a qualcosa più grande di me, mi ero reso conto di essere veronese prima ancora che tifoso del Verona. Gli anni ’70 sono però anche il periodo più florido per i gemellaggi. I veronesi diventano presto famosi per i cori, sia per la compattezza con cui la curva li scandisce, sia per la loro originalità tutta scaligera nel proporre i “testi”. Il Sito Web di MC - Hellas - (C) 2003 MC: La storia delle Brigate Gialloblù. Dietro il sellino della vespa Lucio aveva approntato un perfetto portabandiera e così partimmo alla volta del Bentegodi, con il bandierone che faceva oscillare lo scooter e che quando si frenava ti arrivava in faccia chiudendoti la visuale. Il rischio di andare alla partita e trovarsi al centro di tafferugli rischiando anche di finire in ospedale, si fa sempre più concreto; ma d’altra parte, il fascino della curva è qualcosa di irresistibile e sono sempre di più i giovani che si lasciano trascinare, così com’è successo a “Ciccio”: “Ci sono 3 date storiche nella mia vita: il mio compleanno, quello di mia figlia e il 30 gennaio 1977, quando sono entrato per la prima volta al Bentegodi. Se a fare notizia sono gli scontri e i processi, la sud veronese continua ad offire lo spettacolo di sempre, con coregrafie e cori da brivido. Questa proponsione, ancora in embrione negli anni ’70, raggiungerà l’apice nel decennio successivo. Non ci fu bisogno di nessuno scontro ulteriore perché i genoani si misero a correre verso lo stadio. LE BRIGATE GIALLOBLU E LA CURVA SUD DAL 1982 AL 1991 - Seconda parte ... mentre si inasprisce il braccio di ferro tra la curva e la dirigenza gialloblu. τικός Ποδοσφαιρικός Όμιλος Ελλήνων Λευκωσίας ..γιατί έτσι μεγαλώσαμε και έτσι συνεχίζουμε ..πιο … Ma cosa volevano questi genoani da me? Inizia una rivalità storica tra le due tifoserie, destinata a raggiungere l’apice negli anni ’80. “Sei arrivato prima tu dei genoani” mi disse mentre cercavo di farmi posto nella parte posteriore del sellino. Non si tratta solo di risultati: è venuto il momento, fisiologico, di un cambio generazionale. Oggi la generazione delle Brigate Gialloblu sul viale del tramonto, ma i giovani hanno ereditato la reputazione di questo gruppo, uno dei piu' temuti, rispettati e imitati del panorama ultras italiano. La nascita delle Brigate Gialloblù avvenne il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia I primi brigatisti provenivano per lo più dalla grande città, mentre i primi paesi della provincia veronese in cui si sviluppò il fenomeno furono Cerea, Vigasio, Valeggio, Bovolone, Nogara e la Valpolicella..