(Massimo Dei Cas, www.paesidivaltellina.it), Designed by David KohoutCopyright © 2003 - 2020 Massimo Dei Cas, successiva Da Tartano parte, infine, una carrozzabile che si addentra in Val Lunga (mentre la Val Corta non è percorribile con mezzi motorizzati), toccando le frazioni di Valle (m. 1237), Rondelli (m. 1276), Piana (m Bene: è tempo di riprendere il cammino in direzione della casera di quota 2071, a nord-est della prima (si tratta di un bel baitone che vediamo in alto a sinistra): anche in questo caso se perdiamo la traccia (cosa non difficile, dal momento che è visibile solo a tratti), possiamo salire a vista, in diagonale, puntando al baitone e cercando di non stare troppo bassi. Facciamo per quello di sinistra che ci porta, poco oltre una baita isolata (vedi dalla vegetazione (vedi foto a sinistra). dell'escursione, vedi foto sotto a destra), seguendo i segnavia su una traccia Guardando a sinistra, infine, vediamo, alte su una ripida fascia di prati, due baite quotate 1699 metri. Vero è che il soprannome degli abitanti della frazione era âTetuuâ, che vale âgrandi bevitoriâ. Giro ad anello che inizia e termina ai parcheggi alti di S.Simone di Foppolo (1660m). foto sopra, a destra), al primo dei tre laghi, il lago Piccolo (m. 2005). In località Rondelli troviamo segnalata dal un cartello una Qui piega a destra e comincia a traversare verso nord il circo terminale della valle, fra massi e radi pascoli, con quale saliscendi, fino a raggiungere la base del ripido canalino che adduce alla bocchetta Cogola. Nel successivo tratto con pendenza assai più dolce superiamo un secondo modesto corso d'acqua. Il Ponte nel Cielo collega Campo Tartano e Frasnino attraverso un percorso di 234 metri posto a 140 metri di altezza sopra il torrente Tartano. Ma il panorama più bello è quello verso est, e mostra uno splendido spaccato delle cime della catena orobica centrale. valle. variante di cui parleremo. Alcuni di questi nuclei abitati, come accade spesso in val Tartano, A tale tipo di gestione corrisponde una struttura architettonica ben precisa: il pascolo d’alpeggio è suddiviso in bàrech, un reticolo di muretti a secco, più o meno regolare, che delimita “il pasto” di una giornata di malga. Apri qui una fotomappa della salita alla bocchetta di Cogola. Poi il terzo strappo, al termine del quale attraversiamo una brevissima macchia di larici, uscendo in vista della cascata del torrente Tartano, più in alto, di fronte a noi. Lasciamo Rifaccio per la seconda volta lâanello dei Laghi di Porcile, raggiungendo il Passo di Tartano dalla Valle Lunga, salendo in Cima Lemma, scendendo al Passo di Lemma per infine rientrare alla Baita del Camoscio dal sent. Numerose baite sono collocate sull’alpeggio in corrispondenza dei principali spostamenti. Anello di Granito Cartografia Report News Contatti Menu Val Tartano Dosso Tacher Accesso: a Morbegno si segue la statale dello Stelvio in direzione di Sondrio fino ad imboccare la deviazione per Tartano. Lasciamo, dunque il sentiero per la casera di Porcile ed imbocchiamo questo sentierino, che ci porterà in, Dopo qualche tornante, raggiungiamo una zona battuta da slavine, e qui la traccia diventa assai incerta, ed in alcuni tratti quasi indistinguibile; non ci sono, però, problemi, perché, quando gli ontani si aprono un po', vediamo, più o meno sulla nostra verticale, la, Dobbiamo salire alla casera di quota 2071, a nord-est della prima (si tratta di un bel baitone che vediamo in alto a sinistra): anche in questo caso se perdiamo la traccia (cosa non difficile, dal momento che è visibile solo a tratti), possiamo salire a vista, in diagonale, puntando al baitone e cercando di non stare troppo bassi. Il ponte ci porta sul lato sinistro Pieghiamo quindi leggermente a destra e scendiamo alla baita di quota 1772, proseguendo verso nord-est, in direzione del margine superiore del bosco. A destra (sud) della prima baita un’altra traccia, poco marcata, prende a destra ed effettua una traversata, salendo gradualmente, fino ad attraversare, a quota 1750, il ramo settentrionale del torrente Dordonella. La copertura veniva realizzata di volta in volta con elementi provvisori, per esempio una struttura in legno e un telo. Parcheggiamo qui lâautomobile, ad una quota approssimativa di 1280 metri. passo dobbiamo salire all'erbosa cima di Lemma (m. 2348, massima elevazione Più comodo e meno faticoso, anche se più lungo, è però il percorso che passa per il passo di Dordonella, posto sulla depressione che chiude ad est la valle. e portandosi sul lato destro della valle. Il pizzo Pruna, insignificante dal versante di salita è invece imponente visto da campo Tartano e offre un panorama di primo ordine sulla bassa Valtellina e sulle montagne della Val Masino. Un tempo le loro foglie erano molto apprezzate, perché il gambo è succoso e dolce, e con le foglie molto giovani e tenere si cucinava anche una minestra, la "menéstra cui lavazìi"; venivano, poi, utilizzate per avvolgere burro, mascarpa e stracchini. L'anello val Lunga-val Corta ci permette, partendo da Tartano, di risalire interamente la val Lunga e di tornare al paese scendendo dalla val di Lemma. Proseguiamo diritti, verso nord, seguendo il sentierino che taglia il versante che scende ad est della cima Vallocci, segnato da tre valloncelli. Superata una breve galleria paravalanghe, troviamo su entrambi i lati della pista uno slargo, in località Pila. Il problema, casomai, è nella discesa, perché solo qualche ometto aiuta, mentre la fascia di ontani è piuttosto disorientante (un tempo vi erano segnavia rosso-bianco-rossi, ora pressoché scomparsi). I Turchi, quindi, câerano davvero. Nella parete laterale è ricavata una apertura trapezoidale per l’accesso con sportellino in legno, mentre in testata sono ricavati due fori per l’aria e per infilarvi due lunghi bastoni per il trasporto a spalla da una sede all’altra. Siccome si tratta di un percorso classico, si trova indicato su diversi cartelli ed è interamente coperto dai segnavia rosso-bianco-rossi. Anello di Granito Cartografia Report News Contatti Menu Val Tartano Per ingrandire le immagini cliccate con il mouse (o premete Maiuscolo sulla tastiera). Oltre il vallone, la traccia ci lascia di nuovo, ma, dopo aver piegato a destra e risalito senza difficoltà un dosso erboso (da studiare in funzione della discesa), siamo, alfine, al bel. Superato il torrente Cuminello, siamo alle belle baite di Arale, che conservano lâantica struttura della base in muratura e della parte rialzata parzialmente in legno. Val Tartano - Laghi del Porcile - Cima di Lemma. Nel 2018 è stato costruito in Val Tartano nella bassa valtellina il ponte tibetano più alto dâEuropa. A di vertigine. Di fronte a noi, dunque, l’ampio e ripido versante sud-occidentale della cima, che potrebbe essere affrontato, anche se con fatica, fin quasi sotto la cima, dove si deve piegare a destra per portarsi sul crinale meridionale. I tre Laghi di Porcile sono situati tra il Passo di Tartano (m. 2108) ed il Passo di Porcile (m. 2290), alla testata della Val Lunga che è la diramazione verso SE della Valle di Tartano. Discesa in Val Madre dal passo di Dordonella. I tronchi della parte lignea, poi, sono incastrati negli angoli con la tecnica del block-bau o cardana, importata in Valtellina dai Walser. su questa strada, ma non sarà un percorso noioso, perché ci permette di Questo tipo di baite, abbastanza comuni in alta Valtellina ed in Valle Spluga, sono invece sul versante retico ed orobico quasi del tutto assenti, eccezion fatta, appunto, per la Val Tartano. In alcuni alpeggi, infine, è presente il baituu, una grande stalla per il ricovero delle mucche in caso di maltempo. La distribuzione interna degli spazi è simile a quella della baita in muratura, con il paiér (il focolare), il supporto girevole in legno per la culdèra e un ripiano sul quale si poggiavano i formaggi ad asciugare. U nâEscursione di circa 7 km sul Sentiero dei 5 Ponti in Val Tartano, in un ambiente montano dove la natura è ancora la regina indiscussa. Oltre il vallone, la traccia ci lascia di nuovo, ma, dopo aver piegato a destra e risalito senza difficoltà un dosso erboso (da studiare anch'esso in funzione della discesa), siamo, alfine, al bel baitone, anch'esso preceduto da una fascia di rigogliosi "lavàz". Prima del ponte, però, il sentiero, diventato ampia mulattiera lastricata, Per raggiungerlo: staccarsi dalla s.s. 38 allâaltezza del ponte sul fiume Adda fra Talamona ed Ardenno (indicazioni per la Val di Tartano) e percorrere un tratto della Pedemontana Orobica (senza salire verso Tartano). in località Barbera, dove la val di Lemma si congiunge con la val Budria. al passo di Tartano, segnalato da una evidente croce (m. 2108). Qui dobbiamo stare attenti a non prendere il sentiero di sinistra, che porta Proseguiamo diritti, verso nord, seguendo il sentierino che taglia il versante che scende ad est della cima Vallocci, segnato da tre valloncelli. Grande e, seguendo i segnavia che si staccano verso ovest dalla sua sponda Il Ponte nel cielo è lungo 234 metri e sospeso a oltre 140 metri di altezza che collega i due versanti della Val Tartano in corrispondenza della frazione di Campo: una localizzazione panoramica che offre ai visitatori una vista unica sulla Questa struttura consiste essenzialmente nei quattro muri perimetrali e in una apertura a valle per l’accesso. a sinistra quello per i laghi ed il passo di Porcile. Siamo in cammino da 7 ore ed presentazione. più rapidamente quota, oltrepassando la Prima Baita ed attraversando Dal passo dominiamo lâintera alta Val Madre, con il passo di Dordona alla nostra destra. Da qui possiamo scendere facilmente verso destra e raggiungere il rifugio Casera di Dordona (m. 1930), aperto d'estate, se vogliamo dividere in due giornate la traversata. Sul lato opposto, piega a sinistra, risale per un tratto il dosso, fino ad intercettare un sentiero più marcato che proviene da sinistra (dalle baite della Corna, m. 1785, a monte delle due baite di quota 1699: volendo, possiamo anche scegliere, quindi, di salire, per prati, a vista, dalle due baite a quelle della Corna, stando a sinistra di una macchia di larici, per poi imboccare questo sentiero che parte sul loro lato di destra). Lasciamo, dunque il sentiero per la casera di Porcile ed imbocchiamo questo sentierino, che ci porterà in val Dordonella. Al centro dell’alpeggio c’è la caséra, la costruzione dove si depositano i formaggi e le ricotte per la salatura e la conservazione temporanea… La necessità di sorvegliare il bestiame durante il pascolo di notte, lontano dalla baita dei pastori, era risolta con una particolare forma di ricovero temporaneo, il bàit. Ai tornanti segue una diagonale verso destra, che ci porta nei pressi del roccioso fianco meridionale della valle, ed una nuova svolta a sinistra. si può scendere a Fòppolo, in val Brembana. Dal lago di Sopra di può per osservare il bello scorcio sulla valle e sul versante retico. Per raggiungerlo dobbiamo superare il vallone scavato dal ramo meridionale del torrente Dordonella, che il sentiero riattraversa, da destra a sinistra, in un tratto in cui è ben visibile e sostenuto da un muretto a secco; il problema, però, è arrivare al guado, perché prima la traccia non è sempre visibile e, nel punto in cui aggira il modesto dosso prima del vallone, è ben nascosta da una fascia di antipaticissimi ontani. Dobbiamo prestare attenzione ad una deviazione che prende a sinistra ed attraversa una nuova fascia di ontani, uscendone in vista della testata della valle. Sono disposti ad anello, su livelli diversi, a circa duecento metri di distanza l'uno dall'altro, sulle pendici meridionali del Monte Valegino (m. 2415) e occidentali della Cima Cadelle (m. 2483). Accompagnati da questi mesti pensieri ci mettiamo in cammino, portandoci appena oltre lâultima casa, dove vediamo un breve vialetto con fondo in erba, delimitato da una staccionata in legno, che introduce ad un sentierino il quale volge a sinistra e sale alle spalle delle case, sui ripidi prati del versante orientale della Val Lunga. Per fare questo dobbiamo passare dalla val di Lemma alla val Budria. Il bàit era diffuso in val Tartano e nelle valli del Bitto e del Lesina; a volte era a due posti. Questa chiesetta è, poi, una delle più pittoresche del versante orobico, posta comâè su un poggio panoramico che domina lâintera Val Lunga. Al di là di questa chiesa vi è il monte che divide la regione dal territorio di Bergamo.â Ed in effetti guardando a sud i due principali passi verso la bergamasca, di Porcile e di Tartano, si distinguono facilmente. Non procediamo però sul sentiero principale che scende alla casera ma pieghiamo decisamente a sinistra, salendo verso ovest ed iniziando la lunga salita che porta alla bocchetta di Cogola. La scritta in alto attesta che il dipinto fu commissionato da Gusmeroli Luigi e dal fratello Francesco (il che spiega la scelta dei santi). presentazione. Caratteristico delle valli del Bitto e Lesina, ma presente in passato anche in val Tartano, è il caléc. Ignorata una deviazione a sinistra, scendiamo diretti, con pochi tornanti, fino ad intercettare la pista di Val Lunga appena prima della galleria paravalanghe della Pila. Modesta di dimensioni, di fatto è uno dei minori affluenti della valle dell'Adda. Lasciamo alle spalle una cappelletta e seguiamo la pista fino al punto nel quale volge a destra e comincia a scendere verso il fondovalle. poi raggiungere, seguendo i segnavia su un percorso che comincia a salire In ogni alpeggio il bestiame si sposta dunque quotidianamente da un bàrech all’altro, restando prevalentemente all’aperto (in pochi alpeggi sono previsti stalloni – baitùu – o tettoie aperte per il ricovero notturno o in caso di brutto tempo). Volgiamo ora a destra (sud-est), attraversando un ampio recinto delimitato da bassi muretti a secco, per poi proseguire, su traccia, verso il fondo della valle (nella sua parte centrale), sempre rimanendo a sinistra del torrente. In Val Cuminello (Comunello sulla carta IGM) si trova uno dei più begli alpeggi della Val Lunga, che in passato assumeva un ruolo fondamentale nell'economia della valle. Strana la poca presenza della Val di Tartano all'interno di Hikr... D'accordo che il posto è remoto e che la strada, attorcigliata su di un lato della Valtellina, non aiuta, d'accordo che le sono posti su prati che hanno una pendenza molto ripida e danno quasi un'impressione Il vescovo Feliciano Ninguarda, nel resoconto della sua visita pastorale del 1589, scrive: âA un miglio e mezzo oltre Tartano câè Sparavera con poche famiglie. Culmina a soli 1070 metri in corrispondenza di Campo Tartano e sfocia nell'Adda all'altezza del paese di Sirta. Per raggiungerlo dobbiamo superare il vallone scavato dal ramo meridionale del torrente Dordonella, che il sentiero riattraversa, da destra a sinistra, in un tratto in cui è ben visibile e sostenuto da un muretto a secco; il problema, però, è arrivare al guado, perché prima la traccia non è sempre visibile e, nel punto in cui aggira il modesto dosso prima del vallone, è ben nascosta da una fascia di antipaticissimi ontani. Troviamo qui anche alcuni esempi ben conservati di ballatoi in legno. Se però siamo buoni camminatori, potremmo anche allungare di alcune ore La discesa prosegue sul lato opposto, con rapide serpentine, fino ad uscire dalla selva alla parte alta dei prati a monte della Pila. Tagliato il costone, ci affacciamo alla Valle di Boninvento, ad una quota di circa 2000 metri. prima di raggiungere Tartano, possiamo fermarci sul ciglio della strada Qui câè unâaltra chiesa dedicata a S. Antonio Abate con il battistero in disuso così che bisogna asportarlo. Vicino alla chiesa alcune baite mostrano la tipica struttura con parte superiore, adibita a fienile, lignea ed inferiore, adibita a stalla, in muratura. DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE LÂitinerario che andremo a percorrere (detto anello della Val Tartano), parte da Tartano, risale la Val Lunga e fa ritorno al punto di partenza scendendo prima per la Val di Lemma e poi per la Val Corta. Anche qui troviamo una baita costruita con la tecnica della cardana. La presenza delle piante testimonia che l'alpeggio era molto utilizzato, in passato; ora vi regna la solitudine. à questo il punto più alto della traversata e da qui inizia la lunga e diretta discesa che riporta alla Pila. Per capirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. cominciamo a salire prima di raggiungere le baite, (m. 1140), dalla quale risaliamo all'automobile percorrendo una strada asfaltata. Possiamo ricordare un modo di dire riportato ne Dizionario dei dialetti della Val Tartano di Giovanni Bianchini: "diventà cumè na lavàza", cioè "diventare come una foglia di romice", in seguito ad uno spavento, vale a dire afflosciarsi, quasi, al limite dello svenimento. e, superate le casere di lemma Bassa e di Sona Bassa, raggiunge un ponte, dunque alle nostre spalle il paese: dobbiamo percorrere circa quattro chilometri